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Papa Francesco sotto attacco

 

Papa Bergoglio deposto. L’impensabile potrebbe accadere nella Chiesa Cattolica. Il cardinale Walter Kasper, 85 anni, teologo molto stimato da papa Francesco, ha rilasciato una intervista stupefacente al Corriere della Sera: «Che ci siano cattolici che vorrebbero un altro Papa mi pare evidente, purtroppo. Un atteggiamento irresponsabile».
Il presidente emerito del pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani già in precedenza aveva lanciato un clamoroso allarme parlando all’emittente tedesca ARD: «Ci sono persone che semplicemente non amano questo pontificato. Vogliono che finisca il prima possibile per avere quindi, per così dire, un nuovo conclave».
Il papa è sotto attacco. All’ala conservatrice della Chiesa Cattolica, specialmente a una parte dei cattolici e dell’episcopato statunitense, non piacciono le battaglie sociali di Jorge Mario Bergoglio: in favore dei poveri, dei diritti dei lavoratori, della tutela dell’ambiente. Accolgono con irritazione gli impegni per l’accoglimento dei migranti, in favore della pace e del dialogo religioso: con le altre confessioni cristiane e con le altre fedi compreso l’Islam. Papa Bergoglio è stato severo anche nel punire i gravi errori commessi da sacerdoti e cardinali come nel caso della pedofilia.
Papa Francesco, 82 anni, ha convocato i vertici delle conferenze episcopali di tutto il mondo per affrontare proprio il dramma della pedofilia nel clero. L’incontro su «La protezione dei minori nella Chiesa» si riunirà dal 21 al 24 febbraio in Vaticano. Il pontefice argentino ha ammonito: la protezione dei minori nella Chiesa è «una sfida urgente del nostro tempo». Ha voluto il summit «come atto di forte responsabilità pastorale». La riunione può essere un appuntamento molto rischioso per papa Bergoglio che predica per una Chiesa al fianco dei poveri, ha rifiutato di abitare nel lussuoso Palazzo Apostolico e alloggia in Vaticano in Casa Santa Marta, il semplice pensionato che ospita i cardinali in occasione del conclave.
Nei suoi numerosi viaggi pastorali in tutti i continenti (nelle ultime settimane è andato negli Emirati Arabi Uniti e a Panama) ha predicato la pace, la tolleranza,  l’uguaglianza. La sinistra internazionale e, in particolare quella italiana (quasi autodistrutta) hanno perfino eletto Bergoglio a leader per le iniziative in favore dell’uguaglianza e dei diritti sociali. Fausto Bertinotti qualche anno fa elogiò il successore di San Pietro. L’ex segretario di Rifondazione comunista disse cose un tempo impensabili: «La sinistra politica è morta» mentre «il Papa interroga profondissimamente, nel nostro mondo arido, le coscienze ancora vive».
Papa Francesco, subito dopo l’elezione nel 2013, ha avuto una vita molto difficile. “Veleni” e “corvi”, presenti a San Pietro e in Vaticano, lo hanno attaccato trafugando e divulgando perfino documenti riservati. Lo scontro è forte tra cardinali conservatori e progressisti, tra innovatori e restauratori. Il pontefice ha dovuto affrontare resistenze e critiche di molti alti prelati nella Curia vaticana che, tra l’altro, hanno strumentalizzato lo scandalo della pedofilia.
Le critiche sono salite di tono, sono concentriche. Arrivano non solo dai conservatori, ma anche da settori progressisti del mondo cattolico. Gli attacchi giungono da destra e da sinistra. Il cardinale Kasper ha notato: «Oltre a quella conservatrice c’è anche un’opposizione, per così dire, progressista, cattolici che magari contavano sul fatto che concedesse il sacerdozio alle donne o altro…».
I problemi sono di tutti i tipi: contese teologiche, di costume, sociali, di regole ecclesiastiche, allarmi per possibili attacchi di terroristi islamici a San Pietro, fenomeni di disonestà sul fronte economico. Il papa, proprio per questioni di reati economici ha “commissariato” il coro della Cappella Sistina.
Papa Bergoglio già quando fu eletto papa nel 2013 e si affacciò dal balcone della basilica di San Pietro si trovò ad affrontare una strada tutta in salita. Lui succedeva a Benedetto XVI che si era dimesso per motivi di salute e da allora, per la prima volta nella storia, ci sono due papi a San Pietro: un papa regnante convive e prega assieme a un “papa emerito”. L’autorevolezza di Bergoglio non è stata sminuita, ma i tanti attacchi e “veleni” hanno lasciato il segno. Il pontefice argentino arrivò a dire nel 2015:  «Ho la sensazione che il mio pontificato sarà breve. Quattro o cinque anni». Adesso, nel 2019, siamo arrivati ai tempi dell’uscita di scena ipotizzata per se stesso dal successore di San Pietro.

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