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La Città di Salerno, una battaglia che continua nonostante la chiusura degli editori

 

Ospitiamo un articolo di Clementina De Maio, componente del cdr de “La Città” di Salerno a cui rinnoviamo la nostra solidarietà e vicinanza.

Due anni e tre mesi sono bastati, agli imprenditori Vito Di Canto e Giovanni Lombardi, per distruggere un quotidiano nato nel 1996, cresciuto fino ad essere ritenuto un piccolo miracolo editoriale nel panorama depresso del Mezzogiorno. “La Città” chiude i battenti nonostante mantenga nel suo territorio la leadership sia per numero di copie vendute che per raccolta pubblicitaria. Dal 12 febbraio il quotidiano di Salerno e provincia non esiste più: i soci di Edizioni Salernitane (che nel novembre del 2016 l’aveva acquistata dalla Finegil dell’ex gruppo Espresso) hanno deliberato lo scioglimento volontario e la società è stata messa in liquidazione, chiudendo letteralmente le porte in faccia ai redattori che quella mattina si erano recati regolarmente a lavoro. Mercoledì 27 si firmerà in Regione la cassintegrazione a zero ore per 13 giornalisti, 4 poligrafici e tre amministrativi; è l’ultimo atto di un piano preordinato di smantellamento, passato in questi 27 mesi per girandole societarie, proprietà schermate e strategie suicide, che hanno drenato risorse e mortificato le professionalità. Soltanto quattro mesi dopo l’acquisto da Finegil i nuovi editori avevano già creato, tramite una fiduciaria, una società con proprietà nascosta alla quale hanno venduto la testata, sottraendola al patrimonio di Edizioni salernitane e separandola dai giornalisti. Quella testata è stata subito dopo ripresa in fitto, per poterla continuare a gestire, ma è rimasta blindata dietro lo scherno della fiduciaria nonostante le proteste della redazione.
Nel maggio del 2017 è stata avviata la prima procedura di licenziamenti, poi ritirata ma servita per imporre l’esternalizzazione a un service dei settori web e sport. Successivamente quello stesso spauracchio è stato agitato per altre due volte, fino all’ultimo atto del 12 febbraio, quando la società ha revocato le 4 lettere di licenziamento consegnate il giorno 7 (due a membri del Cdr) ma ha dichiarato di non essere più in grado di perseguire l’oggetto sociale. Cessando le pubblicazioni.
Ora le indiscrezioni dicono che quegli stessi imprenditori starebbero per aprire un altro giornale quotidiano, utilizzando in tutto o in parte la testata messa al sicuro nella fiduciaria ma impiegando altro personale rispetto all’originario corpo redazionale. È un’ipotesi contro la quale la Fnsi ha già annunciato azioni legali in ogni sede e su cui il dissenso dei lettori si sta manifestando con prese di posizione istituzionali e con una mobilitazione, al fianco dei giornalisti de “la Città”, di esponenti della cultura, delle professioni e in generale della comunità salernitana. Gli editori, tuttavia, sembrano intenzionati ad andare avanti.

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