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Inchiesta Credito Cooperativo di Terra d’Otranto. Ennesima querela contro la cronista Fabiana Pacella

 

Colpire senza ritegno la libertà di stampa e tentare, ancora una volta, di sconfessare un pubblico ministero. Un fuoco di fila di attacchi gravissimi, che indignano l’opinione pubblica creando un muro di sostegno all’articolo 21 della Costituzione.

È l’ultima, in ordine di tempo, pagina kafkiana che arriva dal Salento. Terra di Sacra Corona Unita ma anche di gente perbene. E terra dove ha sede il Credito Cooperativo di Terra d’Otranto, al centro da oltre 4 anni, di una doppia inchiesta per estorsione aggravata da metodo mafioso, violenza privata, concussione, riciclaggio, in merito all’elezione del cda del 2014.

A insorgere però, è ancora una volta l’attuale presidente, Flavio Ciurlìa, eletto nel 2016, che inveisce a suon di carte bollate dai contenuti gravi e lesivi contro il diritto-dovere d’informare, e non già contro coloro i quali, secondo la Procura di Lecce, in qualche modo avrebbero usato quell’istituto di credito come lavatrice della mala.

La querela del ragioniere presidente, l’ennesima, viene indirizzata ancora una volta a Fabiana Pacella, cronista che dal 2014 segue l’attività di carabinieri, finanza coordinati dal pm Carmen Ruggiero e Bankitalia, volta  a far luce sull’intreccio affarista e criminale che ha legato a doppio filo mafia, politica, imprenditoria e finanza fino a scrivere la peggiore pagina della storia di quella vecchia cassa rurale nata per far bene al territorio (almeno queste erano le intenzioni dei soci fondatori di un tempo ormai lontano).

Invocano il carcere, per Pacella, mascherando la richiesta da “nota bene”  al Procuratore della Repubblica di Lecce. Il tutto in una denuncia-querela che mette alla berlina due articoli della collega in cui si parla di denunce per usura i danni di Bcc presentate da alcuni clienti.

“Innanzitutto va notato  che entrambi gli articoli citati sono ancora una volta a firma della giornalista Fabiana Pacella che  continua ad alimentare una gratuita campagna diffamatoria nei confronti di Bcc. Quest’ultima giornalista – rincarano la dose in una nota a pie’ di pagina – già in periodi precedenti ha manifestato una particolare attenzione verso le vicende concernenti la bcc terra d’Otranto”.

Questo si legge nel documento, datato 2016 ma sul quale c’è stata discovery solo ora, a seguito di richiesta di archiviazione del pm Carmen Ruggiero – la stessa che aveva chiesto archiviazione per Pacella in un altro procedimento, la stessa titolare del fascicolo d’indagine su Bcc, la stessa che ha presentato istanza di ricusazione per il gup nel procedimento a cario di 10 indagati per Bcc!!!! -.

Che Bcc si opponesse alla richiesta del pm era cosa prevedibile, considerato l’andazzo dell’intera vicenda. Ma sia il lavoro egregio della Procura di Lecce che quello d’inchiesta della collega vanno e andranno avanti, com’è giusto che sia.

Dette notizie possono provocare effetti drammatici sull’istituto bancario nonché sugli investitori “, scrive il legale del querelante. Forse dimenticando che a far scappare via i correntisti è stato il vaso di Pandora per fortuna scoperchiato dalla Procura sul malaffare che stando all’accusa, si consumava in Bcc.

Espressa istanza di punizione nei confronti della signora Fabiana Pacella – si legge ancora nel documento, al vaglio della Federazione Nazionale della Stampa e dei legali della cronista – Le diffamazioni consumano la fattispecie aggravata che prevede che se l’offesa è recata con il mezzo della stampa la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni”, la ciliegina sulla torta.

Non gradita nemmeno la richiesta di archiviazione formulata dal pm che ha ribadito l’importanza della segretezza delle fonti nella professione giornalistica.

Si va in udienza a febbraio. L’ennesima, per la collega, forte del sostegno della Federazione ma anche di forze dell’ordine e cittadini comuni che seguono, appoggiano e difendono la sua campagna di verità sulle vicende di quell’istituto di credito (sul fronte opposto, quello che vede 10 indagati attinti da avviso di conclusione delle indagini, un’importante preoccupante novità: il 31 dicembre scorso la Corte d’Appello di Lecce ha accolto la richiesta di ricusazione del gup Vincenzo Brancato davanti al quale i 10 indagati comparvero a ottobre, formulata dal pm Ruggiero poiché lo stesso è cognato di uno degli attuali componenti del cda di Bcc presieduto da Ciurlia; al momento non risulta inoltre che né il presidente né altri componenti del cda eletto nel 2016 si siano costituiti parte civile contro chi, secondo l’accusa, davvero ha gettato discredito e fango su Bcc Terra d’Otranto!).

Numerose le intimidazioni subite  per la sua attività giornalistica. La posizione particolarmente esposta ha inciso e continua a incidere sulla sua quotidianità.

A dicembre, ad esempio, il padre è stato vittima di un misterioso furto su cui indagano i carabinieri. Tracce e reperti rinvenuti sul posto sono stati inviati al RIS di Roma e i legali hanno chiesto con procura speciale al pm titolare del fascicolo, massima attenzione al fine di verificare se ci siano collegamenti  tra il vile gesto predatorio e la posizione particolarmente esposta di Fabiana Pacella.

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