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La solidarietà in mare, in terra e in cielo

 

“Siamo qui per rivendicare il dovere civile civile della solidarietà”. Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche introduce così gli accordi di partenariato tra le “forze di terra, di acqua e di mare” impegnate nell’accoglienza e nelle operazioni di salvataggio nel mediterraneo. Parafrasando la storia e con una buona dose di ironia la FCEI, Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Mimmo Lucano, Proactiva Open Arms, Sea Watch, Pilotes Volontaires hanno presentato l’accordo di partenariato in una affollata conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Le organizzazioni hanno firmato un partenariato che stabilisce una collaborazione già esistente nei fatti, ora però messa nero su bianco.

“Essere solidali non è un atteggiamento speciale, fa parte della normalità del vivere. Invece in questi ultimi tempi sembra essere diventato un crimine”, dice Riccardo Gatti, capomissione della Ong spagnola Open arms. E centra il punto sul quale convergono tutti: la criminalizzazione della solidarietà in atto ormai da tempo nel nostro paese produce risultati tragici.

“In un momento in cui siamo sotto attacco in mare comincia questa solidarietà sulla terra e in aria”, dice Giorgia Linardi, di Sea Watch. “Concretamente si tratta di un supporto alla missione aerea Moonbird che svolge attività di ricognizione aerea e monitoraggio nel Mediterraneo. È un partenariato pratico e concreto che formalizza e rafforza qualcosa che va avanti già da tempo. Oggi quest’attività è più importante che mai – ha aggiunto – perché il Mediterraneo non è monitorato e si cerca di allontanare da lì qualsiasi testimone scomodo e occultare ciò che lì accade”.

“Vogliamo ribadire che l’accoglienza e il sostegno ai migranti non sono un reato. Perché sono inscritte nel senso profondo della Costituzione e della fede cristiana, Vogliamo farlo in terra, come stiamo già facendo con i corridoi umanitari, a Gioiosa Ionica, a Reggio Calabria e a breve anche a Riace. In mare, come già facciamo in partenariato con la ONG Proactiva Open Arms, e ora anche dal cielo” aggiunge Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Fcei.

I partenariati riguardano un progetto di accoglienza migranti a Riace attraverso la Cooperativa Nelson Mandela di Gioiosa Jonica, l’Associazione Città futura di Riace, l’Associazione international house di Reggio Calabria, il sostegno a programmi di agricoltura ed ecoturismo solidale e di supporto per la chiusura dei campi non strutturati. La FCEI collaborerà inoltre con Sea-Watch e i Pilotes Volontaires, e continuerà a sostenere le missioni Search and Rescue (SAR) della ONG spagnola Proactiva Open Arms.

“L’equazione migranti-dramma sociale è stata scientificamente costruita per produrre consenso elettorale, e non solo dall’attuale governo”, ha detto Mimmo Lucano sindaco sospeso di Riace. “Riace non era solo un progetto, era una comunità, un’idea. Si è voluto mettere fine a questo esperimento di successo usando la strategia squallida delle mafie, che è quella di infangare le persone perché se è stato possibile a Riace, vuol dire che è possibile ovunque. Ecco perché questo modello dava fastidio”

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