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Pakistan: ancora una fabbrica di terroristi?

 

Una scia di sangue sta attraversando il Pakistan da poco governato dall’ex campione di cricket Imran Khan,impegnato da anni in una battaglia contro la corruzione e famoso in Europa per avere sposato la ricca ereditiera Jamina Goldsmith. È pesante il bilancio dell’attentato avvenuto in un mercato di Orakzai, nel Distretto di Hangu, una zona abitata da integralisti a ridosso delle aree tribali al confine con l’Afghanistan. Un’area che gode di una particolare autonomia,concessa dagli inglesi il secolo scorso e che da sempre è rifugio di terroristi. Oltre 25 i morti,35 i feriti. Un kamikaze si è lanciato con la moto in mezzo alla folla che stava partecipando ad un festival. Nelle stesse ore a Karachi un gruppo terroristico separatista,il Balochistan Libertion Army, che si oppone alla presenza della Cina nel paese, ha attaccato il Consolato Cinese. Due poliziotti e due civili sono stati uccisi insieme a tre assalitori. In apparenza i due attentati non sono collegati,ma la giornata di oggi evidenzia l’instabilità che sta attraversando il Pakistan, sul quale negli anni si sono riversati molti soldi occidentali nel tentativo di tenere sotto controllo gli integralisti islamici. “Entrambi gli attentati,ha detto il primo ministro Imran Khan,fanno parte di una campagna pianificata per portare disordine nel paese. Combatteremo il terrorismo con qualunque mezzo”. Dietro il fallito attacco al Consolato Cinese c’è l’opposizione alla presenza di Pechino nel Balochistan. La Cina,stretto alleato del Pakistan,sta investendo molti soldi in un progetto ambizioso ,62 miliardi di dollari,proprio in Balochistan che prevede la creazione di un corridoio commerciale che colleghi la sua provincia dello Xinjiang al porto di Gwadar sul l’Oceano Indiano. L’attentato di oggi arriva come un fulmine a ciel sereno,ma va ricordato che la provincia del Balochistan, ricca di gas carbone rame e oro è da sempre attraversata da spinte separatiste ed è rimasta una tra le zone più povere del Pakistan in polemica con le autorità centrali di Islamabad accusate di negare alle popolazioni baluche diritti e ricchezze. Imran Khan ha davanti molte sfide in un paese tra i più integralisti che ha scelto di chiamarsi proprio”Il paese dei puri”. E se con la Cina i rapporti sono stretti, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca la politica americana è cambiata. Il 1 gennaio di quest’ anno Trump ha annunciato con un tweet la sospensione degli aiuti militari americani. “Gli Stati Uniti hanno dato 33 miliardi di dollari al Pakistan negli ultimi 15 anni e in cambio hanno ricevuto solo bugie e inganni. Pensano che siamo dei fessi. Hanno dato rifugio ai terroristi ai quali noi diamo la caccia in Afghanistan.Non accadrà mai più!” ha scritto Trump. Eppure quanto accaduto oggi mostra come la guerra ai terroristi, in certe aree del mondo,non possa dirsi finita,

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