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ControCorrente: non lasciamo soli i giornalisti nel mirino dei “fabbricatori di odio”

 

Massimiliano Coccia di Radio Radicale ha ricevuto un biglietto anonimo con minacce di morte e frasi antisemite. Il suo programma radiofonico, nel quale si possono sentire voci di persone che denunciano i mali e le derive culturali del Paese, hanno suscitato inquietanti reazioni dei fabbricatori di odio.
Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, è stato nuovamente minacciato con scrtte, svastiche e simboli preoccupanti comparsi sui muri e nell’androne di casa. Le sue inchieste sui rigurgiti nazifascisti in Italia hanno scatenato criminali reazioni di chi vede un nemico nel giornalista che esercita la sua professione.
Due fatti così gravi, accaduti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, fanno riflettere sulla crescente pericolosità di movimenti che in Italia stanno pianificando azioni di contrasto alla libertà di pensiero e soprattutto all’organizzazione della vita democratica.
Per le giornaliste e per i giornalisti diventa sempre più difficile lavorare in questo clima di nuovo terrore. Colpire Massimiliano Coccia e Paolo Berizzi, vuol dire colpire l’intera categoria dei giornalisti, le loro famiglie e l’intero Paese. Non è questo il Paese che vogliamo! Noi giornaliste e giornalisti di Controcorrente, invece, vogliamo continuare ad essere parte attiva dell’impresa cultura di cui ha tanto bisogno l’Italia. Ed è quello che stanno facendo Massimiliano Coccia e Paolo Berizzi, ai quali va la nostra solidarietà e il nostro incoraggiamento. A loro diciamo: non siete soli!
Le giornaliste e i giornalisti di Controcorrente

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