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Ancora non va in onda il dossier sul dramma degli immigrati Lesbo. Perché?

 

“Abbiamo atteso ma nulla. Il Tg2 anche questa sera non trasmettera’ il dossier di Valerio Cataldi  sul dramma degli immigrati dell’Isola di Lesbo, in Grecia.  Eppure tutto era pronto, dopo due rinvii,  già per la programmazione di oggi. Erano state  seguite con estremo zelo le indicazioni preziose fornite da uno degli estensori della Carta di Treviso dopo lo stop della direzione che aveva motivato con adducendo possibili violazioni della Carta deontologica. Eppure nulla”. Lo scrivono in una nota CdR del Tg2, Esecutivo Usigrai e Fnsi.

“Ricordiamo che un direttore ha il potere di chiedere tutte le modifiche necessarie ad un pezzo. E il giornalista, se non le condivide, di ritirare la firma. In extremis era possibile anche questa opzione. Pertanto se non va in onda è una scelta esclusiva della direttrice, che in alcun modo può essere attribuita al giornalista. Allora l’unica domanda resta perché?

Perché non trasmettere un documento d’inchiesta  giornalistica che  in Grecia ha già portato alla rimozione di 4 poliziotti.
Perché non trasmettere un reportage che ha già raccolto l’appello numeroso delle più importanti associazioni che hanno chiesto conto della mancata messa in onda?

Ricordiamo poi che Valerio Cataldi ha realizzato numerosi servizi sui migranti, e sui bambini, e che mai ha avuto anche la benché minima contestazione su come ha svolto questi lavori ne’ in sede aziendale ne’ in quella ordinistica.
Rammentiamo anche che è Presidente dell’Assocazione Carta di Roma nata proprio per difendere e diffondere l’informazione corretta sui migranti. Quindi perché? La direzione del Tg2 deve a loro, ai telespettatori e ai colleghi una spiegazione.

Ci auguriamo che esclusa la motivazione superata delle eventuali violazioni  deontologiche non sia l’argomento stesso, l'”immigrazione” ad essere considerato scomodo o verrebbe il legittimo sospetto della “censura”. E sarebbe inaccettabile ancor piu’ per un’azienda di Servizio Pubblico vincolata da un contratto che invita ad occuparsi, tra tanti, anche di questi temi”.

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