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La migrazione, “una bella storia”: al via la campagna che cambia il racconto

 

Amore, lavoro, finanza, razzismo e molto altro: dati “incarnati” nelle storie per cambiare il modo con cui si parla di immigrazione. E l’obiettivo di una rete nazionale di organizzazioni ed enti locali che oggi lancia la campagna “Voci di confine”

ROMA – “Sugli immigrati avete sentito tante storie, ma questa no. Mario stava per chiudere la sua bottega e nessuno era disposto a imparare l’arte antica di scolpire le siepi. Mi ha insegnato la sua passione e oggi mi chiamano in tutta Italia per abbellire parchi e giardini.  Mi chiamo Leonart, vengo da Tirana, adesso sono un imprenditore”. Quella di Leonart è una delle tante “voci di confine”raccolte e raccontate dalla campagna che sarà lanciata oggi il 23 aprile da una rete nazionale di organizzazioni ed enti locali per “cambiare la narrazione della migrazioni”. Pensata soprattutto per  web e radio “Voci di Confine. La Migrazione è una bella storia, parte da dati concreti per raggiungere 4 milioni di contatti, tra giovani, docenti ed educatori, operatori della cooperazione, ricercatori, imprenditori, enti locali italiani ed euromediterranei. Si chiuderà il 19 maggio e racconterà storie, dati e buone pratiche territoriali, ”a dimostrazione che il fenomeno migratorio rappresenta una grande opportunità di sviluppo e arricchimento della nostra società”.

Dati economici, e non solo, forniti dal Centro Studi e Ricerche IDOS e raccolti anche nel sito di Voci di Confine, su lavoro, razzismo, religioni, corridoi umanitari, seconde generazioni, minori stranieri non accompagnati, criminalità e molto altro. Sono 570 mila le aziende italiane (il 9,4% di tutte le aziende registrate in Italia) guidate da immigrati, tra queste 70 mila le imprese di capitale, e in un ottavo dei casi sono società di capitale.  Spazio all’approfondimento dedicato alle entrate e alle spese finanziarie legate alla migrazione: il “risultato è a favore delle casse pubbliche: più di 2 miliardi di euro solo nel 2015”. Inoltre, i lavoratori immigrati versano ogni anno 9 miliardi di contributi previdenziali, un apporto essenziale per il sistema pensionistico italiano. La campagna toccherà anche il tema dell’amore e dei matrimoni misti, che sono circa il 10% del totale delle unioni nel nostro Paese, variando tra i 20 e 17 mila celebrati ogni anno.


Si aggiungeranno dei video da alcuni confini africani.
 Quell’Africa che, secondo allarmismi molto popolari, si sta per “riversare tutta” in Italia. In realtà, secondo le stime fornite da IDOS per la campagna, l’Africa risulta il continente con la più bassa percentuale di migranti internazionali nel mondo (13,4%). Attraverso i video, la campagna racconterà la esemplare risposta dell’Uganda nell’accoglienza di profughi sudsudanesi e non solo. Oltre alla campagna il progetto prevede percorsi educativi nelle scuole e negli spazi di educazione informale; incontri territoriali che vedranno protagonisti le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le ONG e i soggetti privati.”Invasione, minaccia, problema: oggi il fenomeno delle migrazioni viene raccontato soprattutto con queste parole. – sottolineano i promotori – Ma perché non parlare anche di come  il fenomeno migratorio possa rappresentare una opportunità di crescita, sia per chi parte che per chi accoglie? Voci di Confine vuole farlo a partire dai dati, incarnati nelle storie individuali e del territorio, con le risposte di accoglienza degli enti locali”. Durante il periodo di campagna, soprattutto tramite la radio, Voci di confine racconterà alcune storie significative, per ribadire che la migrazione può essere una “bella storia” e si intreccia strettamente con la vita quotidiana degli italiani. Da una chef peruviana che usa materie prime italiane d’eccellenza ad un parroco pugliese che ha scelto di sottotitolare le sue omelie per farle seguire ai migranti accolti nel paese. Da una squadra di rugby di giovani rifugiati al Re dell’offerta  musicale afro-latina a Roma. Dalla storia d’amore da cui è nata la graphic novel “La Sposa Yemenita” fino appunto alla storia di Leonart, ribattezzato da subito “Leonart Mani di forbice” per le sue creazioni “verdi”.

Voci di Confine è un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo, che vede Amref Health Africa capofila di una rete composta da Amref Health Africa – Headquarters, Africa e Mediterraneo, Associazione Le Réseau, CSV Marche – Centro Servizi per il Volontariato delle Marche, Centro Studi e Ricerche Idos (IDOS), Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo (COPPEM), Comune di Lampedusa, Comune di Pesaro, Etnocom, Internationalia, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Puglia, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI), Step4, Terre des Hommes Italia.

Da redattoresociale

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