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L’ora di un grande raduno antifascista: senza bandiere né faccioni di politici

 

Ogni tanto le ore importanti per il futuro di ciascuno di noi arrivano, ma rischiamo di non accorgercene. Il giornalismo però lo ha capito, visto che meritevolmente sia il Corriere delle Sera che la Stampa, a differenza delle istituzioni, dal governo alla giunta locale, hanno ritenuto di andare a parlare con le vittime del terrorismo nero che è tornato a colpire a Macerata. Il giornalismo, o almeno una parte di esso, ha capito che le vittime sono vittime, e vanno ascoltate, guardate, raccontate. Mentre le fake news ci astraggono dalla realtà, questo giornalismo ci porta a vedere nel presente delle vittime di Macerata i caratteri, i tratti, i colori del nostro possibile domani.

Le istituzioni no, purtroppo tutte le istituzione dell’Italia repubblicana non si sono mosse, credono di aver fatto già tanto prendendo le distanze dal terrorismo, sebbene non abbiano osato chiamarlo così. Ma nessun rappresentante delle nostre istituzioni repubblicane, dal Presidente Mattarella al sindaco di Macerata,  è andato a trovare una vittima. Perché? Perché… E’ evidente che una classe politica autoreferenziale e priva di qualità ci trascina divisi e inconciliabili (per via dei loro miserrimi calcolucci personali) dentro quest’epoca segnata non dal Rosatellum, sul quale tanto si sono divisi, ma dalla crisi della democrazia in Italia. I partiti non rappresentano che apparati miopi, i corpi intermedi sono usciti dalla realtà democratica, come testimonia la raccapricciante assenza dei sindacati da Macerata, da giorni ormai. Pd, Leu e ammennicoli vari osservano quasi disinteressati quanto accade nelle nostre città, non solo a Macerata. Chi li conosce?
I moderati di Berlusconi tengono? Si può dubitarne, se non nella cultura almeno negli slogan, visto che da lì si arriva a paventare una deportazione di massa di 700mila stranieri, non a chiedere che l’alleato Salvini dica no al terrorismo e al fascismo eversivo.
C’è di che essere preoccupati? Sì, ma dovremmo essere noi a dare segni di rinascimento. Chi a Roma, ad esempio, o a Macerata, magari non ha un amico che intende votare 5 stelle? Ecco, come non dirgli, “scrivi sul blog del movimento che un amico mi  ha detto che non mi riconoscerà più come tale se daremo l’impressione di  tacere sugli eversori”.

Dopo aver fatto questo dovremmo autoconvocare una manifestazione antifascista, senza bandiere di partito, senza bandiere di inutili sindacati, senza faccioni di inutili politicanti. Forse solo l’effige di Papa Francesco potrebbe unire questo popolo abbandonato, disperso, impaurito! Spero che questa iniziativa la voglia assumere Articolo 21.

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