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Armi nucleari, la Commissione europea scrive al poeta e attivista per il disarmo Roberto Malini 

 

di Dario Picciau, co-presidente EveryOne Group

La più recente raccolta di versi dell’autore, “Il ciliegio che sopravvisse alla bomba”, è al centro di una campagna internazionale per l’eliminazione e la non proliferazione degli ordigni atomici. 
 
La poesia è ancora uno strumento di crescita civile? Può muovere le coscienze e riportare a galla, dalle profondità dell’inconscio della cultura umana, i valori fondamentali della civiltà, dai diritti umani alla pace fra persone e popoli? Da anni seguo l’attività umanitaria di Roberto Malini, che è un poeta e contemporaneamente un difensore dei diritti umani, leader di EveryOne Group e attivo in azioni civili a stretto contatto con le principali istituzioni internazionali, dall’UNICEF al Consiglio europeo. Le sue poesie sono diventate inni per i diritti umani (per esempio, “We are the Rainbow” presso la comunità Lgbt in Uganda), sono state al centro di campagne per i diritti dei rom e sinti (i libri “Il silenzio dei violini” e “Dichiarazione”, riconosciuti con il Premio Phralipé e il sostegno del Consiglio dell’Unione europea), sono state scelte come simbolo dei diritti dei bambini (e qui cito la poesia “Nonni e bambini”, che ha visto l’autore lavorare insieme a Dario Fo in un’importante campagna UNICEF – Poste Italiane). Per il suo impegno letterario e umanitario contro la fame, il poeta ha ricevuto la più importante onorificenza, quella di Poeta Laureato.
Il 9 gennaio 2018 la Commissione europea ha inviato all’autore una lettera di ringraziamento e supporto dopo aver presa visione del libro “Il ciliegio che sopravvisse alla bomba”, al centro di una campagna internazionale per l’eliminazione e la proibizione delle bombe nucleari, organizzata da EveryOne Group. La lettera, firmata dalla dott.ssa Judit Koromi, direttrice del Gruppo per il disarmo, la non proliferazione e il controllo degli armamenti della Commissione europea, esprime l’impegno da parte dell’Unione europea e dei suoi Stati membri di contribuire al disarmo nucleare, per raggiungere l’obiettivo di un pianeta libero da ordigni atomici, come prevede il Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari.

Pubblicato in italiano e inglese (nella traduzione di Glenys Robinson), con gli auspici del Museo Memoriale della Pace di Hiroshima, l’opera è stata scritta dal poeta per ricordare al mondo le vittime delle bombe atomiche esplose a Hiroshima e Nagasaki nel 1945 e allo stesso tempo per chiedere ai leader mondiali di intraprendere una strada nuova, per salvare il futuro della civiltà. Prima ancora della lettera da parte della Commissione europea, EveryOne Group e il poeta hanno ricevuto risposte dal Gruppo europarlamentare dei Verdi – Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo (Verdi/ALE) e dal  Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, che hanno aderito all’appello di poesia e civiltà per un mondo senza armi nucleari.

Il 9 dicembre scorso hanno inviato una email anche le ambasciate della Corea del Nord a Mosca (Russia) e Varsavia (Polonia). Nei loro messaggi, le istituzioni nordcoreane chiedevano al poeta di rivolgere lo stesso messaggio anche agli Stati Uniti, suggerendogli di coinvolgere la superpotenza nella campagna per lo stop alle armi nucleari.

“Ho sempre considerato la poesia come uno strumento di dialogo universale,” ha commentato Roberto Malini, “e mi conforta l’attenzione internazionale verso questa iniziativa. I governi, l’Unione europea, la comunità internazionale hanno la possibilità di fermare gli ordigni atomici, purché lavorino insieme per quell’obiettivo fondamentale. Dopo le prime risposte, il mio e il nostro dialogo con le istituzioni internazionali prosegue. La risposta alle autorità della Corea del Nord è la stessa che trasmettiamo alle altre autorità: abbiamo un solo pianeta e se lo distruggiamo sarà tutto finito. Nessuna rivendicazione, speranza o illusione avrà più senso. Il paese che per primo deciderà di fare un passo verso il disarmo nucleare, avrà un ruolo fondamentale nella storia della civiltà. Servono coraggio, capacità di rinnovarsi e amore per la vita. Da parte nostra, crediamo in voi e tutti insieme possiamo correggere il più grave errore commesso dall’umanità”.

Il prossimo obiettivo della campagna “Il ciliegio che sopravvisse alla bomba” è quello di favorire il dialogo fra le parti che hanno risposto all’appello, per contribuire alla ricerca di un’opinione condivisa sulla necessità di avviare il disarmo nucleare. “La lettera che ci ha inviato la Commissione europea è un documento di grande importanza,” spiega Malini. “In base a quella lettera, alle adesioni dei gruppi europarlamentari e alle risposte da parte degli ambasciatori nordcoreani, chiederemo al Parlamento europeo di discutere una mozione riguardante la posizione dell’Ue sulla necessità di smantellare gli arsenali nucleari e vietare la ripresa della corsa a questo tipo di armamenti. Se l’Europa esprimerà una posizione ufficiale in tal senso, con una direttiva, molte nazioni seguiranno il suo esempio e per la prima volta si potrà nutrire una concreta speranza che l’incubo di nuove guerre atomiche abbia termine”.

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