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70 anni fa nasceva Peppino Impastato. La maratona di Radio Cento Passi

 

I ragazzi del liceo fanno domande sulla presenza delle ‘ndrangheta in Liguria e della camorra in Lombardia, collegati dallo studio di Radio Cento Passi, divenuto luogo simbolo nel nome di Peppino Impastato, un giornalista, uno ucciso dalla mafia esattamente perché faceva quel mestiere. La sua eredità culturale insieme allo spirito delle sue domande scomode aleggia ogni anno il 5 gennaio nella maratona radiofonica dell’emittente 100 passi che ne ricorda così, a suo modo, il compleanno. Tra le voci in diretta, quella di Monica Soldano, direttore della testata e anima dell’iniziativa insieme alla redazione di Cento Passi, al fratello di Peppino, Giovanni Impastato, anche quest’anno in onda con Danilo Sulis, l’editore anarchico. Tutti lì a ricordare il messaggio di un giovane giornalista che non si è mai perduto anzi che oggi è ancora più forte. Siamo a gennaio 2018, a pochi mesi dal 9 maggio, quando saranno 40 anni esatti dall’omicidio di Cinisi. Anche per questo la maratona radiofonica, che è stato possibile seguire su web, ha assunto un significato di particolare rilevanza, un tassello fondamentale aggiunto alla memoria di ciò che è questo mestiere, di quanto costa e quanto è già costato. Troppo. E comunque la grande diretta di Radio Cento Passi è, in questa edizione ancor più che in tutte le altre, un messaggio di speranza, un segno di deontologia professionale e di impegno civile. Sono state ricordate tutte le voci e le trasmissioni del palinsesto ed è stato lanciato il nuovo importante progetto di networking istituzionalizzato tra alcune radio web. Ma soprattutto i ragazzi del liceo non hanno smesso di fare domande, di cercare risposte e di aiutare a raccontare cos’è oggi la mafia in Italia.

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