Guardare la mafia negli occhi

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Un libro coraggioso che regala speranza così come l’insegnamento di Elia Minari, che esordisce nel panorama letterario con questo suo racconto dove, ripercorrendo le sue indagini e la sua attività giornalistica, ci dimostra come ognuno di noi possa fare la propria parte.

Un racconto che viene fuori dalla curiosità dell’autore, quella curiosità tipica di chi ama la propria terra e ponendosi continuamente domande cerca di salvaguardarla. Quello che stupisce, e che ha segnato il giovane scrittore, sono state le mancate risposte.
L’Emilia Romagna, regione di traino della nostra Italia, è stata a lungo silente nei confronti del fenomeno mafioso e poco meno di tre anni fa si è risvegliata con 117 arrestati tra lo stupore di molti e l’indifferenza di altri. Eppure già da diversi anni erano stati pubblicati e diffusi libri e dossier sul radicamento delle mafie nella regione dove si contavano già almeno 11 organizzazioni criminali presenti.
Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord” è un libro che va raccontato e portato in giro, fatto conoscere soprattutto a tutti quei studenti che mancano di consapevolezza del fenomeno mafioso e che andrebbe prescritto a tutte quelle persone che pensano che combattere le mafie sia sempre compito di qualcun’altro.

L’impegno di Elia inizia nel 2009, quando ancora frequenta il liceo, si accorge che le feste della sua scuola si tengono in una discoteca gestita da personaggi vicini a una cosca mafiosa. Da allora ad oggi sono cambiate tante cose e dopo aver dato vita insieme ad alcuni amici a un giornalino studentesco e a un’associazione, Cortocircuito, ha realizzato diverse video inchieste sulla presenza delle mafie in Emilia, alcune confluite anche all’interno delle indagini condotte dalla magistratura

Dopo la pubblicazione di una video-inchiesta, duecento cittadini di Brescello (Comune poi sciolto per infiltrazioni mafiose) sono scesi in piazza, per negare la presenza delle mafie nel territori ed Elia è stato accusato, anche dal parroco del paese, di provocare “danni al turismo” e di “diffamare il paese”.

Nella prefazione, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti sottolinea come la forza delle mafie sia fuori dalle mafie. Per questo nel nord Italia vi è stato un radicamento così forte.
La post fazione è affidata al magistrato Marco Imperato, da sempre vicino ai giovani e impegnato nell’affermazione della legalità e nella difesa della nostra Costituzione.

Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2017
Pagine: 279 p.,


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