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Cinema. “50 Primavere” ovvero le paure dell’età di mezzo

 

Girato a La Rochelle, cittadina adagiata sull’atlantico nella provincia francese, “50 Primavere” racconta di Aurora, una donna nell’età di mezzo, divorziata e in cerca di lavoro, con due figlie che si affacciano alla vita e una la renderà nonna. Aurore, malgrado non sia vecchia e benché sia sempre piacente, sente il peso del tempo che passa, soprattutto ora che è entrata in menopausa e presto avrà tra le braccia una nipotina. Contemporaneamente però Aurore è una persona molto attiva, non può rinunciare a un’esistenza piena e soddisfacente, sotto tutti i punti di vista. Quando incontra per puro caso un vecchio amore di gioventù, che ha lasciato per sposarsi, Aurore ne è subito attratta e sogna di rivivere gli entusiasmi adolescenziali. Ma l’uomo non sembra essere dello stesso avviso …

Il film di Blandine Lenoir racconta la paura di invecchiare, un tema non solamente femminile, tuttavia in una società in cui la perdita dell’appeal fisico penalizza soprattutto la donna, ne rileva con ironia gli aspetti di genere.  La regista inserisce nella storia un’intervista reale dell’antropologa ed etnologa femminista Françoise Héritier che spiega come sopraggiunta la menopausa, fino a poco tempo fa l’esistenza di una donna s’interrompesse. La Lenoir narra i cambiamenti odierni, l’ampliarsi della vita non solo dal punto di vista biologico, ma anche psicologico. Il cinema, del resto, negli ultimi tempi ci ha abituato a leggere persino la terza età in maniera diversa, raccontando di relazioni affettive rivitalizzanti come estati di San Martino e, in questo, la settima arte registra un cambiamento in fieri aiutando a superarne i tabù.

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