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“I colleghi minacciati non siano più lasciati soli”

 

La “scorta mediatica” parte dal servizio pubblico di Unomattina, rilanciata  dal presidente dell’FNSI Beppe Giulietti e Paolo Borrometi. “È importante – ha detto Giulietti – far capire a chi minaccia che i colleghi non saranno più lasciati soli, che ci sarà quella che chiamiamo la “scorta mediatica”. La lanciamo qui da Unomattina e a Unomattina. È una cosa semplicissima: tu stai minacciando un cronista? Stai minacciando il diritto della comunità ad essere informata e per questo arrivano altre telecamere, altri giornalisti. Le loro inchieste devono essere riprese, ampliate. Così faccio sapere a questi signori: se voi minacciate noi vi illumineremo a giorno. Vi impediremo ogni tipo di corruzione e malaffare. Questa è la risposta più forte accanto a quella dello Stato” ha aggiunto Giulietti ringraziando anche gli uomini e le donne delle scorte che difendono giornalisti e non solo.

Paolo Borrometi, in collegamento da Siderno, in Calabria, per il dodicesimo anniversario della morte di Franco Fortugno, ricorda che “al di là dei nomi più conosciuti, sono tantissimi le colleghe e i colleghi che subiscono pesanti intimidazioni perché cercano di fare solo ed esclusivamente il proprio lavoro e il proprio dovere. Un giornalista che vede un fatto ha l’obbligo di raccontarlo perché attraverso quella narrazione potrà rendere più liberi i cittadini di decidere da  che parte stare. Qualsiasi cittadino – ha aggiunto Borrometi – deve essere Cittadino. La lotta alle mafie non può essere fatta solo da magistrati e forze dell’ordine, ma da giornalisti imprenditori, sacerdoti… persone che vogliono scommettersi non per diventare eroi ma per essere cittadini liberi. Questa è la nostra terra, non la loro terra. Ognuno con il proprio ruolo e impegno quotidiano. Noi non siamo le minacce che riceviamo, ma ci minacciano per quello che raccontiamo. Riprendere le inchieste degli altri è ciò che i boss non vogliono ed è quello che invece noi dobbiamo cercare di fare facendo tutti quanti squadra”.

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