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Storie di ordinario giornalismo

 

Riceviamo e pubblichiamo una “storia di lavoro” da parte di un collega ligure.  La riprendiamo con sincero spirito di servizio confidando che la conoscienza aiuti tutti noi a migliorarne la comprensione e magari a individuare una soluzione incruenta e soddisfacente per tutti. Ci domandiamo anche, sommessamente e con assoluto rispetto per tutti,   come sia possibile, nonostante la rivoluzione digitale e la crisi manifesta e irreversibile del comparto editorial/giornalistico, ritrovarsi   ancora oggi a dover discutere di queste specifiche tematiche, invece di provare tutti assieme – magari con l’ausilio e il supporto delle istituzioni –  a trovare una soluzione a questa annosa crisi.

“Mi avete chiesto qualcosa sulla mia vicenda e volentieri vi rispondo. Mi chiamo Guglielmo Olivero, diplomato in Ragioneria e Laureato in Giurisprudenza nel 1986 all’Università di Genova. Dopo una breve esperienza al Secolo XIX sono passato a La Stampa nel 1991, con un contratto di collaborazione che veniva rinnovato di anno in anno. Nei primi anni, dal 1991 al 1996, oltre che occuparmi di sport, con lavoro a tempo pieno al sabato e alla domenica, mi occupavo anche della cronaca della Riviera di Ponente, dalla giudiziaria alla nera. In quei tempi non c’erano certo i telefonini cellulari e si lavorava praticamente dalle 8 a mezzanotte. Dal 1996 in avanti, anno dopo anno, ho continuato ad occuparmi di sport, praticamente di tutti gli sport e tra l’altro aiutavo la Publikompass che si occupava di pubblicità a trovare gli sponsor… Continua su lsdi

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