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Non le nostre storie ma le nostre inchieste

 

Grazie al Presidente Pietro Grasso che questa mattina, ancora una volta, ha fatto comprendere quanto importante sia l’informazione libera. Grazie alla Rai, ad Uno Mattina ed al direttore del Tg1 Andrea Montanari.

Lo chiedo da tempo, non è ciò che subiamo, le minacce, le intimidazioni, a dover essere raccontato ma ciò che scriviamo.

Perché ci minacciano?

Non perché siamo alti o bassi, non perché siamo simpatici o antipatici, ma per le inchieste giornalistiche che cerchiamo di realizzare.

Non minacciano noi, ma chi ci legge.

Il Presidente ed il segretario della Fnsi, Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso ed il segretario dell’UsigRai, Vittorio Di Trapani, lo spiegano sempre con grande precisione: si chiama “scorta mediatica”.

Lo chiediamo umilmente: riprendete le nostre inchieste, da soli siamo obiettivi, al di là del chiamarci Paolo, Michele, Federica, Lirio, Giovanni, Sandro, insieme non potranno minacciarci tutti.

E’ questo ciò che chiediamo, nessuno di noi si sente (o tantomeno vuole essere) un eroe, siamo solo giornalisti ed il nostro dovere è raccontare.

 

Paolo Borrometi è responsabile Legalirà Articolo 21

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