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Blogger russo condannato a tre anni e mezzo: giocava a Pokémon in una chiesa. Pena sospesa,  per fortuna

 

La pena è stata sospesa, nondimeno la condanna resta pesante e del tutto ingiustificata: l’11 maggio un tribunale di Ekaterinburg ha condannato il 22enne blogger Ruslan Sokolovsky a tre anni e mezzo di carcere per aver giocato a Pokémon Go nella cattedrale della città e aver pubblicato il tutto su YouTube. I “reati” attribuiti a Sokolovsky, arrestato il 3 settembre 2016, sono “incitamento all’odio” e “offesa ai sentimenti religiosi dei fedeli”.

La condotta di Sokolovsky può indubbiamente essere stata avvertita come oltraggiosa e persino blasfema dai fedeli della chiesa ortodossa. Ma lo stato dovrebbe avere una posizione diversa, evitando di criminalizzare l’espressione delle opinioni anche quando non sono propriamente conformi. Oltretutto, Sokolovsky è finito nel mirino della giustizia russa non per il fatto di aver cercato i Pokémon in un luogo di culto ma per aver denunciato pubblicamente le leggi criminalizzano l’offesa ai sentimenti religiosi dei fedeli.

E a chi legge la condanna di Sokolovsky come un atto a protezione della libertà di religione in Russia, andrebbe ricordato che solo un mese fa il governo ha messo al bando i Testimoni di Geova, nell’ennesimo attacco alla libertà di espressione.

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