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Infortuni: anche oggi c’è stata una mattanza di lavoratori

 

Anche oggi c’è stata una mattanza di lavoratori, sono stati 3, due in edilizia e un altro caduto da un pino. Sono stati dodici i morti sui luoghi di lavoro in questi primi 4 giorni di aprile. Una sequenza impressionante. Anche la mia regione quest’anno sembra stia avendo tantissimi morti sul lavoro. L’Emilia Romagna è prima a “pari merito” con la Toscana. Sono tallonate dal Veneto che ne ha 12, seguono distaccate di un solo morto il Piemonte e la Campania che ne hanno 11. Ma a breve sarà la Lombardia a staccare tutti, come del resto tutti gli anni. Ma la Lombardia a il doppio degli abitanti di qualsiasi altra regione italiana, e ha sempre, e comunque una situazione migliore rispetto alle altre regioni. L’indice occupazionale non ha nessun valore statistico visto che a morire sono soprattutto lavoratori che non sono assicurati all’INAIL, che ricordiamo  monitora solo i propri assicurati e tantissimi non lo sono. Tanti i morti in nero in questo periodo.

A morire oggi Francesco Marabito a Cantù in provincia di Como. E’ stato travolto da un escavatore, aveva solo 39 anni.. E’ caduto in una buca con l’escavatore in provincia di Reggio Emilia un altro edile di cui non si conosce l’identità. In provincia di Avellino è morto P.N cadendo da un pino. Poi occorre ricordare gli 8 agricoltori schiacciati dal trattore nell’ultima settimana, senza che nessuno “lassù” se ne accorga… Una carneficina infinita che non tocca i cuori di chi dovrebbe occuparsene, sono tutti impegnati in cose ben più importanti della vita di chi lavora. Si potrebbe far tanto, ma la vita di chi lavoro di questi tempi non interessa nessuno. Stiamo in silenzio e preghiamo per loro, sperando che Papa Francesco l’unico tra i “potenti”che s’interessa dei lavoratori faccia sentire la sua voce e risvegli le coscienze dei nostri governanti. Naturalmente ci sono tanti, in ordine sparso che si occupano di sicurezza sul lavoro. ma anche le loro sono voci nel deserto dell’anima che sembra aver colpito il nostro Paese. Alcuni sindacati come per esempio gli edili della CGIL sono sempre sul problema. ma anche loro “urlano” in un vuoto spaventoso.

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