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#25aprile: una Festa della Liberazione democratica e costituzionale

 

25 aprile, Festa della Liberazione: una ricorrenza sacra per chiunque abbia a cuore i valori costitutivi della democrazia e della nostra Repubblica.
Una ricorrenza giunta al settantunesimo anniversario ma sempre in grado di mantenere la propria vitalità, sempre in grado di rinnovarsi nei simboli e nei contenuti e di rivelarsi attuale, alla luce dell’eterna resistenza che sono chiamati a condurre, nel nostro Paese, i ceti sociali più deboli e dimenticati.
Non è questa l’occasione in cui occuparsi di temi divisivi, non è opportuno ammantare di argomentazioni propagandistiche una data così significativa ed è bene, al contrario, ricordare lo sforzo collettivo, i sacrifici e il sangue che costò quella riscossa civica, quell’emancipazione dalla barbarie del nazi-fascismo, quella rinascita che avrebbe richiesto altri anni di sofferenze e di dolorose rinunce.
Tuttavia, è bene sottolineare che se questo 25 aprile ha un senso, un significato speciale, quest’anno esso attiene proprio alla difesa del frutto più importante che il nostro secondo Risorgimento ci ha regalato, ossia una Costituzione democratica e anti-fascista che, oggi più che mai, merita di essere difesa, attuata e fatta conoscere alle nuove generazioni.
Perché da essa derivano quei princìpi imprescindibili che stanno, purtroppo, venendo meno: l’onestà, la legalità, la dignità della persona e del lavoro, la scuola pubblica, il rispetto dell’ambiente, del paesaggio, del territorio, della cultura e dell’arte, la laicità dello Stato, la libertà di pensiero e d’espressione e molti altri ancora.
Perché nessuno può illudersi di addentrarsi nel Ventunesimo secolo, nel mondo globale, nell’Europa intesa come stato sovrano, nessuno può pensare di costruire tutto questo smarrendo le basi del nostro stare insieme.
Perché le lobby internazionali che accusano la nostra Carta di essere un ostacolo alla crescita non vogliono liberarci dai vincoli che ci impediscono di spiccare il volo ma, all’opposto, trasformarci in una colonia asservita agli interessi di potentati economici e finanziari occulti, multinazionali e grandi banche d’affari desiderose di avere a che fare con dei sudditi anziché con dei cittadini.
Ed è proprio questo ciò di cui dovremmo ricordarci ogni giorno: della trasformazione di un popolo asservito, umiliato e ridotto in miseria in un popolo sovrano, dotato della facoltà di scegliersi i propri rappresentanti e in grado di aspirare ad un benessere che nacque dalla rivendicazione di diritti fino a quel momento preclusi, ostacolati, condannati, dunque non in contrasto con essi ma unicamente grazie ad essi.
La Costituzione, come sosteneva Calamandrei, è il programma politico della Resistenza, l’affermazione di una nuova identità nazionale basata sulla giustizia e sul rispetto reciproco, uno sguardo al futuro non solo estremamente attuale ma, più che mai, vivo, ricco di insegnamenti e di spunti di riflessione sui quali sarebbe opportuno fermarsi a meditare.
E dalla Costituzione discende tutto, deriva ciò che siamo e ciò che saremo, il nostro modo di intendere la comunità e la nostra coscienza civica e politica.
Ci attende, dunque, un 25 aprile di lotta e di memoria, di passione e di speranza, di condivisione e di preparazione alle sfide che verranno: sarà il nostro programma politico, la ragione di un impegno che, specie le giovani generazioni, devono avvertire più forte e intenso che mai.

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