La poesia è un crimine. Diciamo no alla condanna a morte di Ashraf Fayadh

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Giovedì 14 Gennaio, giornata di mobilitazione internazionale per salvare dall’esecuzione Ashraf Fayadh, artista e intellettuale di origine palestinese condannato a morte, in Arabia Saudita, per apostasia che sarebbe stata espressa in alcune sue poesie. L’arte e la cultura non possono essere un reato in nessun paese, neanche in una dittatura fondamentalista. Chiediamo, attraverso l’insolito strumento dei reading di poesie,  l’intervento del governo italiano, della Commissione e del Parlamento europeo e delle Nazioni Unite

Come spesso succede, Internazionale, dal suo sito diventato ormai punto di riferimento per chi cerca un’informazione non ideologica e di respiro internazionale, rilancia una vicenda gravissima, che un paio di  mesi fa aveva acceso l’indignazione di tutti e poi velocemente caduta nel dimenticatoio. Ashraf Fayadh, artista e uomo di cultura poliedrico di famiglia palestinese ma nato e cresciuto in Arabia Saudita, è in carcere da oltre due anni per una sua raccolta di poesie considerate opera di apostasia, offese alla moralità e ateismo dalle autorità religiose del paese. L’accusa ha portato, dopo una prima condanna a quattro anni e due mesi, alla sentenza definitiva di condanna a morte, emessa lo scorso novembre, senza che Ashraf in questi due anni di prigione abbia mai potuto rivolgersi a un avvocato perché al momento dell’arresto gli sono stati sottratti i documenti di riconoscimento.

Ashraf Fayadh ha sempre respinto le accuse e al suo fianco si sono schierati oltre cento intellettuali arabi che in un appello hanno chiesto la sua liberazione, denunciando il tentativo, attraverso di lui, di mettere a tacere tutto l’ambiente culturale saudita di cui Ashraf è stato uno dei più attivi animatori, conosciuto anche fuori dai confini, anche in Italia dove ha curato una delle mostre della Biennale di Venezia nel 2013.

Domani 14 gennaio, in oltre trenta città europee (a partire da Berlino capofila grazie all’impegno del Festival Internazionale di letteratura) e tante altre in tutto il mondo, si terranno reading delle sue poesie, che in questi due anni sono state tradotte in tantissime lingue. Un modo nuovo di mobilitarsi attraverso un’esperienza in sé promotrice di cultura, ma con l’obiettivo dichiarato di spingere i governi e le istituzioni internazionali, a cominciare dall’Unione Europea, a intervenire sulle autorità di Ryad, considerate anche amiche quando serve agli affari: ora devono far sentire la loro voce per far ritirare la condanna a morte e pretendere la liberazione di un poeta.

A seguire l’elenco dei reading previsti per giovedì 14 gennaio, in Italia, sostenuti da Amnesty International Italia, invitando a partecipare numerosi, per Ashraf Fayadh e per la cultura:

Roma (Spazio formiche di vetro, via dei Vascellari 40, ore 18.30), Milano (Libreria Les Mots, via Carmagnola, ore 18.30), Napoli (aula 2.1 palazzo del Mediterraneo, Università L’Orientale, ore 8.30), Bologna (Libreria Ubik, via Irnerio 27, ore 17.30), La Spezia (Biblioteca Beghi, via del Popolo 61, ore 16.20), Bari (Libreria ZAUM, Via Cardassi 85-87 – ore 20.00), Pescara (Spazio Matta, via Gran Sasso, ore 21), Ravenna (Associazione Mirada, via Mazzini 83, ore 18), Sassari (presso la Sala delle Messaggerie Sarde, ore 19), Cassino – FR (Atrio dell’Università La Falconara – ore 9.00-16.00), Formia – LT (KOINE’ Salotto Culturale, via Lavanga – ore 19.00),  Moie di Maiolati Spontini – AN (Biblioteca  La Fornace , via fornace 23), Monterotondo – RM (Associazione Culturale L’Angolo di Amelie, Via delle Rimesse 14/16 – ore 19.00), Pontedera – PI (Biblioteca Comunale Gronghi – ore 17.30), Spinea – VE (Biblioteca Comunale – ore 20.30), Villacidro – VS (presso il Caffè Letterario, ore 19).