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La forza del Neapolitan Power

 

Antonio G.D’Errico aveva provato a indagare il sound napoletano dialogando con il percussionista Tony Cercola, dando così alle stampe “Come conquistare il mondo con una buatta”. L’operazione fu egregia, il risultato centrato in pieno, e noi ne parlammo dalle pagine di Articolo 21. Adesso D’Errico ci riprova, offrendo al lettore “Per rabbia e per amore – Neapolitan Power e dintorni” edito da Arcana euro 16.50. Immergersi nel “groove napoletano”, come lo definisce Tullio D’Episcopo credo sia un’operazione doverosa e importante per comprendere la grande potenza che riserba in seno la musica che nasce a Napoli. Farlo significa anche comprendere e raccontare un linguaggio universale, un punto di vista, un amplificatore di emozioni, sentimenti e proposte che questo linguaggio continua a proporre sapendosi distanziare dalla commercializzazione imposta dalle grosse multinazionali.

In questo caso D’Errico incontra James Senese, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Peppe Barra,  Tony Esposito, Nello Daniele, Lino Pariota, Mimmo Maglionico, Antonio Nicola Bruno, Antonio Onorato e Pietra Montecorvino e se per molti potrebbe trattarsi di un ripasso di idee già più volte sentite per altri, invece, soprattutto quel pubblico distante geograficamente, si tratta di un approfondimento essenziale. Siamo chiari sin dall’inizio. Il “Neapolitan Power” ha detto molto ma ha ancora tanto da dire. Se c’è un pregio importante che offre questo nuovo lavoro editoriale è soprattutto l’invito alla riflessione, all’emozionarsi con il bello del mondo, a cercare quegli spazi di libertà che il nostro pianeta ancora offre, anche se ci appaiono come luoghi molto lontani da noi. Ma c’è dell’altro perché qui ci si concentra “sul potere della musica più forte della parola scritta, perché veramente strumento universale per la comunicazione”. Non si tratta solamente di una (ri)scoperta ma, semplicemente, di un modo per guardare avanti. Questo è il punto focale di tutta la musica che nasce a Napoli: consente di guardare al futuro analizzando con attenzione la contemporaneità. Questo nuova fatica editoriale di D’Errico convince,  anche se un lavoro di editing più attento da parte dell’Arcana avrebbe evitato di cadere in qualche errore grossolano. Peccato.

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