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Ville e castelli: si paga

 

Renzi,dietrofront sulle case di lusso: pagheranno l’IMU. Così Repubblica in prima pagina. Però, all’interno, il solito retroscenista  assicura  che non ci saranno ulteriori cedimenti: “premier deciso a difendere l’impianto della manovra: non negozio, se lo scordino!” Ma il dietrofront lascia il segno e la Stampa parla di “Ferita aperta del taglio delle spese” (che non c’é), e parecchi giornali fanno le bocce alle misure sulle pensioni, attribuendo al presidente dell’INPS, Boeri, un giudizio severo: è una non riforma.

Sì alla Severino. Rischi per De Magistris e De Luca. Sentenza importante quella della Consulta perchè dà una interpretazione moderna, e severa, del principio costituzionale secondo cui le istituzioni fanno servite “con onore”. De Magistris potrebbe “salvarsi”, come scrive il Fatto, perchè il suo processo per abuso d’ufficio (reato che sarebbe stato commesso quando era magistrato) sta per andare in prescrizione. Ma De Luca (abuso d’ufficio, da sindaco) potrebbe ora perdere il ricorso ed essere costretto a lasciare la carica di governatore della Campania. Mentre per Berlusconi potrebbe essere ora più difficile ottenere la riabilitazione.

Marino tenta il dietro front sull’addio, Corriere. Il sindaco dimissionario è andato in procura, ha sostenuto -almeno così pare- che non fossero sue le firme in calce alle note spese taroccate, ha avuto la conferma di non essere indagato e ora minaccia di ritirare le dimissioni. Un modo per costringere la premiata ditta Renzi-Orfini a sfiduciarlo, lasciando le impronte del Pd sul disastro Roma.

Renzi non è fatto per la politica di partito, scrive Galli della Loggia sul Corriere: “É fatto per governare”. “Destinato ad avere un numero sempre crescente di clienti, di amici, di ammiratori, questo è sicuro, tuttavia egli poggerà sempre su una base in certo senso poco solida. E nella sua azione come nel suo ruolo apparirà sempre, prima o poi, come già appare oggi, qualcosa di insuperabilmente fragile”.

Lo Stato sta con i ladri e il Giornale sta con lo sparatore. Un ladro gli entra in casa armato di una torcia, lui prende la pistola e lo uccide. Legittima difesa? La procura ha qualche dubbio e lo indaga per omicidio. Subito Lega e destra ne fanno un eroe, un piccolo corteo gli passa sotto casa per acclamarlo e lui si affaccia al balcone e ringrazia. Scrive Gramellini: si può capire lo sparo, se ha avuto paura, se è vero che avrebbe subito altri furti o rapine, ma quel saluto alla folla dei fans, quello si comprende di meno.

Popolare Spoleto, Visco indagato, scrive Repubblica. Aveva ragione il Fatto, il governatore della Banca d’Italia è tra le 8 persone indagate per “corruzione, infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità, truffa e abuso d’ufficio”. La banca di Spoleto, finita in amministrazione controllata, avrebbe “inspiegabilmente buttato nel cestino un’offerta da 100 milioni”. L’autorità di sorveglianza avrebbe coperto.

I liberali al potere in Canada, scrive Financial Times e pubblica  la foto del vincitore – giovane sex symbol, scriva Repubblica- accanto alla moglie altrettanto giovane e felice. Justin Trudeau è figlio d’arte, suo padre governò in Canada per 16 anni: ha promesso di aprire il paese ai profughi e di ripudiare l’austerità della destra. Invece in Polonia, dove si vota domenica, i nazional populisti volano nei sondaggi. “i profughi ci portano epidemie. Facciamo come Orban”, dicono.  Il virus si diffonde per l’Europa, le sinistre socialiste latitano.

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