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Oltre la vittoria,il dubbio

 

Risplende all’insegna di trionfale sventura. Cosa? L’Italia interamente illuminata dal genio politico di Matteo Renzi. Prima sventura. Il PdR (Partito di Renzi) ha bisogno di far dimenticare il taxi Verdini e il condono fiscale su ville lussuose e castelli-prima-dimora. Niente di meglio che varare una prudente riforma per introdurre persino in Italia le Unioni Civili -mai chiamarli matrimoni- tra persone del medesimo sesso. Corriere della sera: “Unioni civili, muro di Alfano”. Repubblica: “Unioni civili, scontro Alfano-Pd”. Seconda sventura. Al governo servirebbe un accordo con i sindacati. Qualche soldo per i “poveri” (per continuare a dir no al salario di disoccupazione o cittadinanza) e flessibilità per chi va in pensione. Ma la Spagna è stata appena richiamata da Bruxelles: “non truccate i conti per interesse elettorale”, El Pais. E la Stampa titola “Aiuti alle famiglie bisognose, esodati; mancano i fondi”. E Repubblica “Pensione, l’ira dei sindacati per lo stop alla flessibilità” Titolo che si mangia persino la buona novella così attesa da Matteo: “salgono i contratti stabili, + 320mila in 8 mesi”.

Roma val bene un ritorno a Bersani. Ed è la terza sventura: “Marino firma le dimissioni. Cresce il fronte dei suoi sostenitori”, Stampa. Matteo teme “una lista vendetta”, Fatto. Così, dopo aver detto “non faccio primarie” ed essersi contraddetto “sul candidato sindaco decidono i romani”, oggi Renzi confida ai retroscenisti di Corriere e Repubblica la sua mossa del cavallo. Primarie di coalizione, con i microbi (non più tali per l’occasione) di Sinistra Ecologia e Libertà. Come al tempo di Prodi, per non dire di Bersani. Perchè -scrive Massimo Franco- “al di là di Roma il vero problema sono le elezioni di medio termine”. Se il Partito di Renzi perdesse a Roma con i 5 Stelle, e a Milano con il centro destra, il trionfo del premier con l’Italicum potrebbe sfumare.
Chi di ricevute ferisce.. La notizia affiora in prima pagina sul Corriere della Sera: “verifica della Corte dei Conti sulle cene di Renzi sindaco”. Il Fatto esulta: “Ecco le cene e viaggi di Renzi”. Sia chiaro: sull’onestà di Matteo, come su quella di Ignazio, continuo a nutrire un pregiudizio positivo. Ma la demagogia può far male. Come vantare utilmente i tagli della casta, la riduzione degli stipendi pubblici, se poi si usava manica larga con i pranzi e i viaggi pagati dallo Stato? Va bene, lo capisco: un sindaco non ha tempo per controllare gli scontrini. Però poi firma. Vi racconto una storiella del mio passato remoto. 1991, in trasferta con il Tg3 per seguire Andreotti (premier) in Cina. Sull’aereo di stato che ci riportava a Ciampino, un decano dei giornalisti si mise a distribuire blocchetti di fogli, scritti in mandarino, da trasformare in ricevute. “E se fossero massime del Presidente Mao?” dissi, beffardo. Rovinando, per una volta, l’uso vergognoso e truffaldino di aggiustare le trasferte. La moralizzazione dello storytelling può fare autogol

Asta truccata per favoriere mediaset, così Repubblica sull’ indagine della procura sui diritti del calcio. E questa invece può essere una buona notizia Renzi. A destra ancora conta un certo Berlusconi Silvio, che non ha mai risolto il suo conflitto d’interesse. Ora Mediaset deve spartirsi i diritti Tv con Sky e può tronare utile la mediazione del Premier.

Giallo,Papa, Vatileaks Quanti cardinali hanno firmato la lettera in dissenso con Francesco? I giornali indagano nel retrobottega del Sinodo. La Curia non vuol sentirne della cura Bergoglio. E si attacca ai dogmi: niente comunione ai divorziati, nè assoluzione alla donna che ha abortito, mai matrimonio senza procreazione, nè adozione per un gay. Come finirà? Il Papa è forte, il mondo cambia, sarà dura

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