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Fnsi: stiamo dando un bruttissimo spettacolo

 

Non so bene cosa significhi quanto sta accadendo all’interno della FNSI. Non lo so e la tentazione sarebbe quella di continuare a non sentire e non vedere. Ma non si può fare finta di niente, non possiamo farlo come giornalisti e non lo può fare (permettetemi, a maggior ragione) chi è giornalista RAI.
Credo proprio sia inutile mettersi a fare una lezioncina sul perché sia importante avere un sindacato forte in questo momento storico (del resto quando non è importante?)…però è proprio così.

E non capisco. Mi rifiuto di entrare nelle dinamiche che devono essersi attivate in questo frangente.  So fin troppo bene  che, se esiste un obiettivo comune,  si parte lancia in resta con lo sguardo verso l’orizzonte per lottare e difendere un ideale ma  spesso purtroppo,  accade che quell’orizzonte si accorci passo dopo passo e si finisca miseramente con il perdere di vista l’ideale iniziale e si miri solo al traguardo di un successo personale.

Umano, per carità , ma permettetemi, un po’ triste. Faccio questo lavoro da anni, ho fatto a lungo attività sindacale. E ciò che accade mi dispiace doppiamente perché  alcuni dei protagonisti di questa vicenda ( anche se su posizioni diametralmente opposte) sono persone amiche che stimo e a cui sono affezionata .
Ciò che vedo però è un sindacato che ha bisogno di un grande coraggio. Occorre cambiare, occorre infiammarsi, ci vuole passione ed esperienza.  E se l’esperienza è inevitabilmente una questione di età, la passione e la forza no, non lo sono.

Vengo al punto, faccio nomi, altrimenti  resta tutto un discorso sterile.
E’ stato chiesto a Beppe Giulietti  di candidarsi a presidente della FNSI. Presidente. Una carica che pretende qualcuno che sappia essere guida, che abbia una grande attenzione all’etica, che rappresenti la categoria e la sappia difendere dalle bordate antidemocratiche.

E allora non capisco perché tante polemiche. Non capisco perché tanto livore . Una figura di alto livello , molto esperta di fatti politici perché politica l’ha fatta, molto esperta di sindacato, perché anche sindacato l’ha fatto, eccome.

E’ stato detto che non si può fare avanti e indietro dalla politica al sindacato. A parte che non ne capisco bene il perché in questo caso, visto il tipo di passato impegno politico che Giulietti ha avuto e visto il suo attuale nel sociale , vista la sua volontà di illuminare le periferie del mondo,  viste le sue “frequentazioni” che vanno dai frati di Assisi ai… centri sociali, non scorgo una partigianeria sospetta ma solo quella spinta , appunto, etico-sociale che non dovrebbe dispiacere a nessuno.

Non volevo, anche se l’ho fatto, fare il santino a Beppe, che di difetti ne ha parecchi.. anche perché non si tratta di lui, anche se questa vicenda mi ha amareggiata. Qui si tratta della categoria. Qui si tratta di capire cosa vogliamo fare e non solo come obiettivo politico, è giunto il momento di interrogarci su tantissime cose.
Interrogarci sul nostro ruolo nella società come giornalisti, cercare una forma nuova di comunicare in modo corretto e indipendente. In un momento come questo in cui l’informazione è veicolata in modo confuso e a tratti drammatico dalla rete, dobbiamo riflettere e dare noi, come categoria, nuovi stimoli, dobbiamo ricominciare a confrontarci nelle redazioni ma anche accogliere i tanti colleghi che dalle redazioni sono fuori e ridare dignità al loro lavoro.

Bene, tutto questo è un percorso etico e professionale. In tutto questo la politica non c’entra. E mi fa tanta tristezza quando non riconosco in una dialettica anche feroce, perché a volte anche questo serve, quella passione e quell’entusiasmo  per il nostro lavoro che dovrebbe avere a maggior ragione, chi fa sindacato. Qui non vedo dialettica ma solo stizza e livore.

Stiamo dando un bruttissimo spettacolo.

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