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Dialogo sull’umanità al Cortile di Francesco

 

Dal 23 al 28 settembre Assisi, per l’ennesima volta nella sua storia, diventerà la capitale internazionale del dialogo e dell’incontro tra credenti e non credenti. Attorno alla parola “Humanitas” si confronteranno filosofi, teologi, giornalisti, industriali e sindacalisti….donne e uomini che hanno scelto  itinerari religiosi, politici, culturali distinti e spesso distanti, ma unite dal desiderio di andare oltre le apparenze, di sgretolare i muri dell’odio e del razzismo.

Del resto la parola “Humanitas” non è stata scelta a caso, perché significa la radice comune che dovrebbe unire e non dividere, il luogo dove razza, sesso, condizione sociale e posizione gerarchica non possono prevalere sulla comune natura, sulla uguaglianza dei diritti, sul rispetto delle dignità altrui.

Mai come in questo momento l’appello che arriva da Assisi si inserisce nel viaggio di Francesco nelle periferie del mondo. In queste ore la fotografia cubana ci restituisce l’immagine di chi è impegnato a superare i muri, mentre, nelle stesse ore, tornano muri e filo spinato nel cuore e sul cuore di Europa, e non solo in Ungheria.
Il Cortile, fortemente voluto dal cardinal Ravasi e dai francescani del Sacro convento, sarà un punto di incontro tra chi ha voglia di costruire i ponti, attraverso parole, azioni, progetti.

Noi di Articolo 21, che parteciperemo ad alcuni degli eventi previsti nella giornata del 25 settembre, porteremo la proposta di dar finalmente vita ad un sito che metta insieme tutte le realtà associative che cercano di ” Illuminare” le periferie del mondo, di strapparle da quel “nero” mediatico che spesso le confina nella indifferenza delle istituzioni, della politica, della pubblica opinione.

Ad Assisi porteremo anche la bella e civile proposta, lanciata dalla Carta di Roma, di contrastare il linguaggio dell’odio e della violenza, di ribellarsi a chi vorrebbe usare giornali, giornalisti e rete come cassa di applicazione per ogni barbarie. Questo è il momento per rialzare la testa e non subire più l’aggressività dei “molestatori” della democrazia e della civile convivenza.

Dopo il Cortile dei gentili, torneremo, come sempre, ad Assisi, per siglare un patto che unisca credenti e non credenti in questa grande campagna civile per mettere al bando chi vorrebbe mettere al bando l’Humanitas e la dignità.

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