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8 settembre, Giornata Internazionale dell’alfabetizzazione

 

Il 31 dicembre 2015 sarà la data ultima per il conseguimento di otto ambiziosi obiettivi – gli Obiettivi del Millennio – che le Nazioni Unite si erano poste quindici anni fa in relazione a temi quali fame, povertà, malattie, istruzione, ambiente. Mancano 114 giorni ma si è coscienti che una parte di essi saranno inevasi. Obiettivo n.2: istruzione primaria per tutti.

Parigi – I dati raccolti dall’Istituto di Statistica UNESCO-UIS mostrano che, ancora oggi, l’analfabetismo è una realtà con cui devono fare i conti 757 milioni di adulti in tutto il mondo. Due su tre sono donne e la maggior parte di loro vive nell’Asia meridionale e occidentale o nell’Africa sub-sahariana. Siamo lontani dal Mdg-Millennium development goal: istruzione primaria universale, ma i dati vanno letti nella loro complessità. Nel 2000 cento milioni di bambini non andavano a scuola, nel 2007 sessanta milioni, nel 2012 cinquantotto, il Report 2015 parla di cinquantasette milioni di bimbi che non siedono nei banchi. Dopo un iniziale buon risultato c’è stato un rallentamento, ma il tasso di analfabetismo infantile si è quasi dimezzato mente il numero degli scolari è più che raddoppiato fra il 1990 e il 2012 (passando da 62 a 149 milioni). Un bambino su due che non va a scuola vive in zone con conflitti, nonostante queste aree coprano il 22% della popolazione in età da scuola primaria. Il Ministero dell’Istruzione Siriano ha reso noto che il tasso di immatricolazione tra le elementari e le superiori è crollato del 34% nel 2013. E tra i bambini siriani rifugiati in Libano il tasso di iscrizione alla scuola primaria (6/14 anni) è solo del 12%.

Tra il 2000 e il 2015 i dati di crescita più soddisfacenti sono stati registrati in Africa Subsahariana dove c’è stato un aumento di venti punti percentuali del tasso di immatricolazione nell’istruzione primaria, a fronte di un +8% tra il 1990 e il 2000 e un aumento di popolazione tale da far registrare un 35 per cento di bambini in più da mandare a scuola, pur se resta la zona con il più basso tasso di immatricolazione di bambini in età scolare (80%), mentre a livello globale siamo intorno al 91%.

Ma è necessario, non solo iniziare ma anche di finire il ciclo di studi primari, cosa che fra il 2000 e il 2011 è stata possibile per circa tre scolari su quattro. In ogni caso, nel 2012, 781 milioni di adulti e 126 milioni di giovani non avevano le basi per poter leggere e scrivere (e le donne coprivano oltre il 60 per cento di questi numeri), a tre anni di distanza il numero è sceso a 124 milioni, mentre circa 250 milioni di bambini in età scolare non riesce a padroneggiare le competenze di base di alfabetizzazione, anche nella scuola.

L’alfabetizzazione è un potente acceleratore di sviluppo sostenibile, d’altronde, i progressi in materia di sviluppo sostenibile, come la salute e l’agricoltura, sono da considerarsi quali fattori abilitante per la promozione di alfabetizzazione e ambienti alfabetizzati. È stato questo il tema centrale del discorso parigino di Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO, in occasione della Giornata dell’alfabetizzazione. “Le donne e gli uomini di tutto il mondo hanno bisogno di alfabetizzazione per di farsi carico della loro vita“, ha detto il direttore generale dell’UNESCO. “Allo stesso modo, l’alfabetizzazione è indispensabile per […] migliorare il modo in cui ci prendiamo cura del nostro pianeta e per gestire adeguatamente le sue risorse. Questa trasformazione può avvenire solo se i giovani e gli adulti più vulnerabili della società acquisiscono le competenze di base che li equipaggiano per migliorare la propria vita e costruire comunità più resistenti”.

Da quasi cinquant’anni si celebra la Giornata Internazionale dell’alfabetizzazione, da sessantacinque l’UNESCO lavora su questi temi, ma internet e i progressi tecnologici impongono una costante evoluzione.

I Premio UNESCO per l’Alfabetizzazione – King Sejong Literacy Prize e Confucius Prize for Literacy, voluti e sponsorizzati da CXine e Corea del Sud  – assegnati il 22 luglio, sono stati consegnati questa mattina. A ritirare – medaglia, diploma e i 20.000 dollari del premio – cinque ong di diversi paesi. Dal Mozambico, l’Associação Progresso, una organizzazione non governativa, è stata premiata per l’attività di alfabetizzazione in lingua locale. l’Istituto Nazionale di Educazione dello Sri Lanka, ha ottenuto il riconoscimento Unesco – intitolato a Confucio – per l’ Open Programma School, un programma di apprendimento – basato sul connubio tra educazione informale ed educazione formale –  destinato ai gruppi isolati, come le comunità indigene o i bambini di strada. Platform of Associations in Charge of ASAMA and Post-ASAMA, è invece una piattaforma di ONG del Madagascar, fondata nel 2009, che ha permesso in questi anni a 13.000 di ottenere formazione professionale e istruzione primaria, creando un sistema di rete tra 66 altre ONG e le autorità locali. Il progetto è stato replicato in Burkina Faso e Ciad. Juan Luis Vives School of Valparaiso, una scuola cilena con un con un programma di alfabetizzazione per detenuti e Svatobor, un’associazione slovacca, hanno ottenuto – con il progetto madagascaregno-  il riconoscimento King Sejong Literacy Prize consegnato dall’ambasciatore coreano Lee Byong Hyun. Svatobor, ha un interessante programma ‘Romano Barardo’, che aiuta i Rom a superare l’esclusione sociale e godere dei diritti umani fondamentali. E in un periodo di forte stereotipizzazione, quale quello attuale, è quewsta una delle comunità più ghettizzate a livello europeo.

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