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Migranti: Fortunato, “Chi fa politica non può soffiare sull’odio contro i migranti”

 

«Grazie delle sue parole, che possano scuotere i vari Salvini e grillini», scrive una lettrice in calce all’ultimo articolo di Padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi. “Fratelli”, campeggia sotto la testata della rivista di San Francesco accanto ad una delle foto che ha fatto il giro del mondo in questi giorni, con decine di migranti in acqua dopo un naufragio. «Sono molti che sbandierano la figura di San Francesco e lo tirano per il saio c’è scritto – ma dinanzi all’uomo, di qualsiasi cultura, etnia e nazione, smarriscono il senso dell’umanità e il significato della principale indicazione dal santo: Fratello.

Poniamo questo interrogativo, sperando che in questi giorni di riposo possa calarsi nelle nostre coscienze e farci intraprendere la strada, senza sé e senza ma, della pace, dell’accoglienza, della fraternità… per non smarrire il senso della nostra umanità». Padre Fortunato, parlare di “Fratelli” in questi giorni di polemica sull’immigrazione e sull’accoglienza pare quasi rivoluzionario dopo aver letto certe dichiarazioni, «Fratello è una parola densa dei significato, troppo speso dimentichiamo che ci accomuna la stessa essenza dell’essere umano. Da Caucaso al Burundi, da New York a Roma ognuno di noi è chiamato a guardarsi nell’altro. Quando nel 1200 i lebbrosi venivano allontanati dalla società e gli si metteva al piede una campanella per riconoscerli e potersene allontanare, Francesco scese da cavallo rinunciando alla propria posizione sociale e guardò negli occhi uno di loro abbracciandolo da fratello.

Oggi dovremmo fare lo stesso: scendere dalla nostre posizioni di conformismo e rinunciare ad una quota di benessere personale, dovremmo spogliarci delle resistenze che possono esercì e tornare ad abbracciare l’altro come un fratello». Eppure la carta dell’odio e del razzismo sembra sempre più spendibile in politica «La paura dell’altro a volte ha del; le giustificazioni, anche per i comportamenti di qualche immigrato che con le proprie azioni reca danno innanzitutto a questi poveri cristi, ma più spesso non ha alcun motivo razionale. Ci sono persone che, però, soffiano sul fuoco usando proprio i casi “negativi” per zittire chi si sforza di parlare di accoglienza, integrazione e solidarietà.

Purtroppo, specie in questi momenti, sarebbe necessario un po’ di buon senso». Specie in chi ha ruoli “pubblici”, non crede? «La politica, almeno quella con la “p” maiuscola, non dovrebbe soffiare sul fuoco degli allarmismi cavalcando le paure e assecondando le reazioni più istintive della società. Dalla politica ci si dovrebbe aspettare la capacità di dare soluzioni ai problemi. Se parliamo di immigrazione, ad esempio, una strada può essere quella della prevenzione, dell’aiuto alle popolazioni in modo da prevenire l’esodo di massa dall’Africa o dalle altre zone da cui partono i disoperati che cercano di raggiungere l’Europa. Un’altra strada percorribile, invece, è quella di agire qui perché il nostro paese sia in grado di essere più accogliente con queste masse in fuga dalla disperazione, dalle guerre o dalla fame.

Una terza via, invece, potrebbe passare attraverso la “gestione” dei flussi regolari. In ogni caso, però, una politica di accoglienza senza giudizio come anche il tentativo di negare l’esigenza di accogliere, lascia questi disperati in balia di altre onde dopo quelle del Mediterraneo. Che si tratti di clandestini o di rifugiati, almeno in questo, poco cambia». Papa Francesco ha detto che respingere queste persone è un crimine, un atto di guerra addirittura. «Papa Francesco, con la propria voce e con le proprie parole, illumina le coscienze dei cittadini e, speriamo, anche quelle di chi ci governa». Eppure la destra che non perde occasione per definirsi cattolica, da Salvini in avanti, ha polemizzato duramente con il Papa su questo. «Il messaggio di Francesco è rivolto a tutti. Molti dicono di rifarsi a San Francesco, ad esempio, ma Francesco è stato uomo di accoglienza, non ha creato muri o innalzato reticolati. Francesco i muri e i reticolati li ha sempre abbattuti».

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