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Caso Borrometi. Unci propone una legge per punire le minacce sui social network

 

Il parlamentare Pd Esposito ha chiesto di approfondire la questione. Prese di posizione dal gruppo misto del Senato e da parlamentari M5S. Attesa relazione Fava ad Antimafia

Le minacce di morte al giornalista Paolo Borrometi, fatte a viso aperto sui social network da un personaggo legato a esponenti della mafia locale,  hanno dato all’UNCI lo spunto per proporre una norma di legge specifica che punisca l’uso intimidatorio della rete. Alla proposta ha prestato attenzione l’on Stefano Esposito (Pd), che ha chiesto di approfondire la questione.

Borrometi inoltre ha ottenuto solidarietà dall’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, dall’Associazione Stampa Romana, dai parlamenrai del Movimento 5 Stelle e del gruppo misto del Senato.

In particolare il senatore Francesco Molinari, che fa parte della Commissione Parlamentare Antimafia, ha sollecitato un intervento più attivo delle istituzioni statali contro chi minaccia Borrometi. Molinari si è rallegrato che la Commisisone presieduta da Rosi Bindi abbia inserito il caso Borrometi fra i molti trattati dal Comitato di Lavoro su Mafia e informazione che mercoledì 5 agosto 2015 conclude i lavori con l’approvazione della relazione finale del vice presidente, Claudio Fava.

Galimberti UNCI – “Questo ennesimo, intollerabile episodio – ha dichiarato Alessandro Galimberti, presidente dell’Unione Nazionale Cronisti – fa emergere ancora una volta con drammatica urgenza la necessità di intervenire con una legge che persegua con reale efficacia l’enorme grado di offensività (privata sul giornalista, pubblica per l’impatto di intimidazione sociale) dell’uso criminale del web contro i giornalisti”.

“Nelle more – ha aggiunto Galimberti – è necessario che la polizia postale in collaborazione con la magistratura si attivi per oscurare immediatamente i profili facebook e twitter di chi crede di intimidire l’attività giornalistica lanciando nel web minacce per mettere il bavaglio a chi denuncia il malaffare attraverso la penna”.

Esposito Pd – “Oltre ad esprimere a nome di tutto il Pd solidarieta’ al giornalista Paolo Borrometi, auspico un confronto con l’Unci per conoscere la proposta del sindacato di categoria su come contrastare le minacce, le diffamazioni e le ingiurie fatte nei confronti dei giornalisti attraverso i social network”, ha dichiarato il senatore Pd Stefano Esposito.

“Ritengo che il web – ha aggiunto – sia diventato ormai un luogo virtuale pericoloso in cui l’ostentazione della minaccia da parte della criminalita’ organizzata sia un vessillo per
affermare la propria forza. Proprio per questo non si devono tollerare atteggiamenti intimidatori nei confronti di chi combatte, con una penna, il malaffare”.

M5 Stelle – È necessaria – si legge in una nota dei membri M5s della Commissione antimafia – una risposta corale della politica, dei mezzi d’informazione, che non vogliono vedere quanto pervicace e pericolosa sia la mafia presente tra Ragusa, Modica e Scicli, Comune attualmente sciolto per mafia. In questi giorni stiamo elaborando la versione finale della relazione sui giornalisti minacciati dalle mafie. Abbiamo lottato duramente perche’ fosse inserita anche la vicenda Borrometi. Ci rendiamo conto che ci sono troppe storture, troppi minacciati di serie A e serie B”.

“Ricordiamo – proseguono i membri M5S della Commissione antimafia – Nello Trocchia, minacciato e da oltre due mesi senza protezione. Il lavoro di Borrometi ha portato allo scioglimento del Comune di Scicli, ha scoperchiato il marcio sotto l’immagine patinata di una terra che sembra silente e pacifica come la provincia ragusana. Non sono accettabili minacce pubbliche a cui lo Stato sembra non riuscire a rispondere. Paolo Borrometi – concludono i parlamentari – ha la nostra piena e incondizionata solidarieta’, ma non basta, coloro che lo minacciano costantemente devono essere messi in grado di non nuocere”.

ASP

Da ossigenoinformazione

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