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Santo nel ricordo di Elisabetta Reguitti, Nadia Redoglia, Marco Bazzoni, Caterina Fogliaroli, Massimo Zennaro, Giulia Tosoni, Andrea Melodia, Giorgio, Montolli, Renate Schroeder, Olivier Da Lage, Zuliana Lainez, Dori Ralli, Michele Meta, Nella Condorelli, Paola Agnello Modica, Luigi Coppola, Paolo Pacifici, Alberto Vitucci

 

Santo Della Volpe era un raro esempio di  giornalista autenticamente interessato al tema degli infortuni e dei morti sul lavoro. Non se ne occupava solamente quando si verificava  una strage in una fabbrica. Lo faceva in modo costante e preciso, con le sue inchieste e  alla faccia di quelli che considerano  gli infortuni e gli incidenti sul lavoro ‘non notizie’. (Elisabetta Reguitti)

Pochi mestieri offrono condivisione, complicità, passione tenerezza. Il nostro ne fa parte. Se poi questo mestiere appartiene a Giornalisti come Santo, allora questo mestiere diventa il più bello del mondo…Smette addirittura d’esser lavoro per diventare un tutt’uno con chi quel mestiere lo esercita. Santo ha saputo raccogliere l’essenza del tutto. Santo ha onorato perciò tutti noi e ai giovani colleghi ha fornito la chiave per onorare il nostro mestiere, ma soprattutto se stessi. Grazie Collega straordinario! (Nadia Redoglia)

Eri davvero una bravissima persona ed un grandissimo giornalista. Ho avuto l’onore di conoscerti ed essere tuo amico. Ti sei sempre battuto per i diritti dei lavoratori e perche’ aumentasse la salute e sicurezza sul lavoro nei luoghi di lavoro e contro le troppe morti sul lavoro. Hai dato voce a tanti familiari che avevano perso un loro caro sul lavoro (Marco Bazzoni)

Gennaio. Chianciano. Congresso Fnsi. Poco dopo aver offerto la sua disponibilità alla candidatura alla presidenza ho visto un’ombra negli occhi. Santo non lo conoscevo bene ma sapevo che non si sarebbe sottratto alla mia domanda. “Cosa c’è Santo?”. “C’è che è andato tutto in fretta e solo ora faccio due conti: ho 60 anni. Se divento presidente della federazione sarà un grande onore ma non tornerò più a fare il giornalista al Tg3. Il mio mestiere. Le.inchieste. La Rai. Non ci avevo riflettuto a caldo. Mi devo abituare a questa idea”. (Caterina Fogliaroli)

Cari Beppe, Stefano, Giorgio, cari amici di Articolo 21,
ho appreso ieri sera la notizia della scomparsa di Santo Della Volpe. Ho conosciuto Santo tanti anni fa, quando da giornalista si occupava di scuola e tante volte seguiva le manifestazioni degli studenti. Ho poi avuto modo di percorrere un pezzo di strada con lui e tutti voi, nelle tante mobilitazioni e iniziative in favore della legalità, della libertà di informazione, dei valori della Costituzione e della scuola pubblica, in un periodo piuttosto oscuro del recente passato del nostro Paese. Santo, sempre presente, ironico e sorridente, chiedeva e raccontava. Si informava delle attività di noi più giovani e raccontava delle sue inchieste che illuminavano ogni volta pezzetti d’Italia nascosti. Aveva un’attenzione rara per tutte quelle realtà associative, per le tante reti civiche che fanno la loro parte lontano dal clamore. Le considerava degne di essere raccontate e rappresentate, le riteneva parte a pieno titolo della realtà e dell’informazione. Questo mi ha sempre fatto pensare di essere di fronte a un bravo giornalista e a un’ottima persona, di quelle che fa piacere, anche quando ci si perde di vista, sapere che sono nel mondo e lo rendono un po’ migliore. Mi rattrista molto pensare che non ci sia più. Sono sicura che tutti voi porterete avanti come sempre le battaglie in cui Santo credeva e nelle quali vi accompagnava. Nel mio piccolo provo a fare la mia parte, felice di aver potuto conoscere Santo lungo quel tratto di strada in cui in tanti siamo diventati grandi, anche grazie ai buoni esempi (Giulia Tosoni).

Sempre dalla parte dei più deboli. È questo il mio ricordo di Santo Della Volpe. l’ho conosciuto quando ero un giovane giornalista della sede Rai del Veneto.  Lui era il caposervizio del Tg3 a Roma. Lavorava dal centro ma sempre attento ai territori, ai temi del lavoro, a quelli dell’ambiente, alla legalità a chi opera sul campo e tratpta temi scomodi.  Da lui sempre e solo incitamenti e consigli nel stare dalla parte di chi non ha voce: degli operai che perdono il lavoro,  di chi vuole combattere contro lo strapotere delle industrie e di chi inquina, di chi lotta contro le ingiustizie e le povertà. (Massimo Zennaro)

L’Unione Cattolica Stampa Italiana esprime profondo cordoglio per la morte di Santo Della Volpe, presidente della FNSI e di Libera Informazione.
Santo Della Volpe, ha dichiarato il presidente dell’UCSI Andrea Melodia, apparteneva a quella parte della stampa italiana per la quale etica e deontologia professionale, ricerca della verità e rispetto delle persone vengono prima di qualsiasi scoop. Anche il suo impegno sindacale e associativo, come in Libera e in Articolo21, è stato in difesa della parte più debole della categoria e delle condizioni professionali indispensabili per lavorare in modo corretto. E il suo lavoro di inviato RAI ne è stato esempio concreto.
I giornalisti cattolici italiani, conclude la nota dell’UCSi, hanno perso un amico e sono vicini al dolore dei famigliari. (Andrea Melodia)

Straordinaria l’attenzione che ha avuto nei nostri confronti, pur trattandosi di un piccolo giornale di provincia. L’ultima volta che gli ho parlato era davanti a un camino, in montagna. Da quella telefonata è nato un viaggio a Roma, in RAI dove abbiamo conosciuto la realtà di Articolo 21, di cui Santo è stato fondatore. Un grande giornalista che si è sempre battuto per la libertà di stampa. Grazie Santo, per la porta aperta che abbiamo trovato quando avevamo bisogno. (Giorgio Montolli)

Abbiamo appena ricevuto la triste notizia della morte del presidente della FNSI Santo Della Volpe.
In questo triste momento, esprimiamo con Mogens, il Presidente della FEJ le nostre più sentite condoglianze alla FNSI, alla famiglia di Santo e ai suoi amici, per la sua improvvisa scomparsa. l’annuncio funebre è stato messo sul nostro sito (Renate Schroeder)

J’apprends avec beaucoup de tristesse le deuil qui frappe la FNSI. Toutes mes pensées amicales et fraternelles aux amis et collègues de votre président. (Olivier Da Lage)

Acabo de enterarme de la muerte de Santo Della Volpe presidente de la FNSI. Quiero a título personal y de la Asociación Nacional de Periodistas del Perú hacerte llegar mis sentidas condolencias en este momento de dolor. Estamos consternados con la muerte de un compañero que sabemos acababa de asumir el liderazgo de la FNSI. Por los lazos históricos que nos unen como periodistas esta hora de dolor de los periodistas italianos es también triste y de pesar para los colegas peruanos. Fortaleza en este trance difícil. (Zuliana Lainez)

Kindly convey Maria Antoniadou condolences for the passing of Santo Della Volpe, to his family and all colleagues at FNSI. Best regards (Dori Ralli)

Con la scomparsa di Santo Della Volpe perdiamo un giornalista appassionato e animatore di tante battaglie in difesa della libertà di stampa (Michele Meta) 

Sono molto addolorata per la scomparsa di Santo, ripenso alle tante occasioni in cui siamo stati insieme nei luoghi della difesa della libertà di stampa, ad Articolo 21, alla sua attenzione e condivisione verso i temi della questione donne e informazione che tante volte abbiamo discusso, anche in Associazione Stampa Romana, in FNSI. Porgo le mie condoglianze affettuose alla sua compagna Teresa e alla famiglia e la mia partecipazione al lutto per la sua scomparsa che ci colpisce tutti, giornaliste e giornalisti (Nella Condorelli)

Ciao Santo. Ho avuto modo di conoscerti e apprezzarti quando mi occupavo di salute e sicurezza nel lavoro per la CGIL ed ero sempre certa che in te avrei trovato un uomo, prima ancora che un giornalista, attento e pronto a dare voce a chi spesso non l’aveva. E anche a trasmettere i tuoi saperi frutto di decenni di inchieste e lavoro sul campo. E anche dopo, quando mi capitava di vederti in televisione seguivo con interesse i tuoi servizi, certa che avrei ricevuto informazioni preziose e considerazioni intelligenti. Ho sempre apprezzato la tua determinazione e il tuo garbo e mi onora averti potuto conoscere, un uomo per bene. Ti ringrazio e ti auguro che il percorso ti sia lieve. Mi mancherai e mancherai alla buona informazione. (Paola Agnello Modica)

Lo conobbi giovane, preparato,severo con la ” notizia”, generoso, pronto a lottare nella professione, nel sindacato, ovunque vi fosse necessità di difendere l’informazione come valore di civiltà e a sostegno dei colleghi deboli perché indifesi, sostenuto da una faticosa quanto coerente onestà intellettuale. Quando lo conobbi, lui giovane redattore, mi aveva colpito l’attenzione che riservava agli interlocutori,la semplicità e la profondità dei suoi interventi in assemblea, la preparazione professionale, la modestia, la coerenza, la capacità di impegnarsi sempre per i colleghi indifesi e quindi spesso deboli.I giovani giornalisti rischiano di perdere un importante punto di riferimento per svolgere al meglio la professione se non sapranno riscoprirne le capacità, espresse in servizi tv e in discorsi,di essere ” servitore” della verità senza retorica e senza vanità.Ciao Santo.  (Luigi Coppola)

“Zitti tutti! C’è un servizio di Santo Della Volpe!”. questa è stata una delle frasi che, da una decina di anni mi è capitato di ripetere più spesso davanti al Tg3. Santo è stato uno dei più attenti, sensibili e corretti cronisti del grande dramma che sconvolse l’Umbria e l’Italia intera il 25 novembre del 2006, quando a Campello sul Clitunno morirono 4 operai per l’esplosione di una serie di silos, una grande raffineria di olio vegetale. Non smise mai di parlare di quella vicenda, anche quando avevano abbassato l’attenzione persino i cronisti locali. Ricordo la gentilezza e la delicatezza con cui intervistava i familiari delle vittime, l’intelligenza con cui poneva domande da cui “non si scappava” ai politici e ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte. Non posso dimenticare il rigore morale e etico e il senso di giustizia che dava anche a noi, in paese, la forza di credere che c’è ancora chi combatte per un mondo migliore, anche attraverso il proprio mestiere. E quando al telegiornale mandava un suo servizio, poteva trattare di Campello, di Casale Monferrato, dei morti alla Thyssen, la frase che tuonava in casa era sempre la stessa: “Zitti tutti! C’è un servizio di Santo Della Volpe!” (Paolo Pacifici)

Santo Della Volpe, uno degli esempi più alti per chi voglia capire cosa significa davvero fare il giornalista. Cercare notizie, rivelare quello che il potere _ qualunque potere _ non vuole sia rivelato. Senso etico, indipendenza, coraggio. Presidente ideale di urna categoria che ha bisogno di rilancio. Sindacale ma anche professionale e morale. Averne di giornalisti così. ciao santo, mancherai davvero a tutte le persone libere (Alberto Vitucci)

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