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Noi restiamo amici caro Santo

 

Caro Santo, quante risate quella sera! Congresso Usigrai a Trento, gennaio 1989, un freddo cane. E’ la sera delle votazioni per esecutivo e commissioni, un po’ di conti bisogna farli e un po’ di biglietti con i nomi servono, siamo tanti e ci confondiamo anche con i cognomi. Il congresso si svolge in una sala attigua ad un cinema. Santo, io e qualche altro amico cerchiamo i colleghi per chiedergli se gli servono i biglietti con i nomi, siamo un po’ fuori e un po’ nell’ingresso interno. A un certo punto Santo si avvicina ad una giovane coppia, vedo che si sviluppa una conversazione, mi avvicino e più o meno nello stesso momento ci rendiamo conto che sono due persone che cercano la sala del cinema e credono che ci sia un’offerta di biglietti gratuiti! Scoppiamo a ridere, di quelle risate contagiose che si propagano agli altri…e anche ai due ignari spettatori, ai quali spieghiamo alla bene e meglio l’equivoco.

Abbiamo fatto decine e decine di riunioni insieme, di dibattiti, di congressi, di progetti, di azioni concrete,di discussioni sulla qualità dell’informazione, sui nostri errori, sui nostri successi…Santo era un grande professionista e un uomo libero, e aveva il dono della tenacia, che a volte gli ho invidiato, ma anche l’ironia per guardare la vita dal verso giusto, per godersene le bellezze e i piaceri. Come scrisse Anderson, la morte conclude la vita, non una relazione. Noi restiamo amici caro Santo.

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