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Enciclica: il perché di un’anticipazione

 

di Luigi Sandri

Perché, bruciando tutti i media, un certo sito, legato a L’Espresso, lunedì ha anticipato l’intero testo dell’enciclica Laudato si’ che ufficialmente i giornalisti accreditati presso la Sala stampa della Santa Sede avrebbero ricevuto giovedì 18 giugno, alle ore 9, e con embargo alle 12 dello stesso giorno? Concordo con quanti ritengono che si tratti di un’operazione scientificamente preparata per cercare di sabotare il documento di papa Francesco. Il sabotaggio consiste nel depotenziare il messaggio del testo perché, adesso ormai diffuso in anticipo su molti siti internet, e ieri e oggi commentato con intere pagine dai maggiori quotidiani, fa perdere incisività e novità alla prevista presentazione ufficiale.

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Naturalmente, il testo non è arrivato dal cielo, al citato settimanale: una mano amica – una mano vaticana o comunque ecclesiastica – glielo ha passato, proprio allo scopo di lanciare uno scoop che sconvolgesse la programmata presentazione. Infatti, i media non daranno più lo spazio previsto all’enciclica, in quanto ormai priva di novità, e dunque potendo apparire ai lettori una «minestra riscaldata».

L’episodio, in sé minore, documenta però, a suo modo, come attorno a Francesco esista, e stia crescendo, un manipolo di irriducibili prelati disposti anche a tradire il loro onore (e cioè la necessaria e promessa riservatezza) pur di contrastare l’azione dell’attuale vescovo di Roma.

In quanto all’enciclica in sé, sarà sul prossimo numero cartaceo di Confronti che la valuteremo, riportando varie opinioni. Metteremo in evidenza quelle che, nel testo papale, ci appaiano prospettive feconde ma, anche, quelli che ci sembrino passaggi meno convincenti, oppure omissioni spiacevoli. Ma questo è tutt’altro discorso rispetto a quanti, in taluni pur ristretti ambienti ecclesiali e vaticani, e nel più ampio mondo, con inesausta determinazione si oppongono alle novità e prospettive pastorali apportate e prospettate da papa Francesco.

Da Confronti

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