Sei qui:  / Articoli / Interni / PRIMO MAGGIO: Portella della Ginestra, 68 anni dopo

PRIMO MAGGIO: Portella della Ginestra, 68 anni dopo

 

Il primo maggio 1947, in località Piana degli Albanesi, a Portella della Ginestra si ritorna a festeggiare, dopo ventitre  anni di dominazione fascista in cui la festa dei lavoratori era stata abolita e si festeggiava soltanto il Natale di Roma ogni 21 aprile, la festa dei lavoratori e circa duemila in gran parte  contadini (ma c’erano anche  artigiani e operai) della zona di Piana degli Albanesi, san Giuseppe Jato e San Cipirello nella provincia di Palermo) si riunirono in località Portella della Ginestra, nella vallata circoscritta dai monti Kumeta, Maja e Pelavet, per manifestare contro lo strapotere dei latifondisti a favore dell’occupazione delle donne incolte e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo (formato dai partiti della sinistra, socialisti e  comunisti) nelle recenti elezioni per l’assemblea regionale siciliana svoltesi il 20 aprile di quell’anno e nelle quali la coalizione PSI-PCI aveva conquistato 29 rappresentanti (con il 29% dei voti) contro i soli 21 della Democrazia cristiana (crollata a circa il venti per cento dei voti).

Improvvisamente dal monte Pelavet partirono sulla folla in festa numerose raffiche di mitra che si protrassero per circa un quarto di ora e lasciarono sul terreno undici morti (nove adulti e due bambini) e ventisette feriti di cui alcuni morirono in seguito per le ferite riportate. Nel mese successivo alla strage ci furono attentati e colpi di mano contro le sedi del PCI di Monreale, Carini, Cinisi, Terrasini, Borgetto, Partinico, San Giuseppe Jato e Cipirello, provocando un altro morto e numerosi feriti: sui luoghi degli attentati vennero lasciati dei volantini firmati dal bandito, capo di una banda già nota, Salvatore Giuliano, che incitavano la popolazione a ribellarsi contro il pericolo della conquista del potere da parte dei comunisti.

La CGIL proclamò lo sciopero generale accusando i latifondisti siciliani di voler “soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori”. Soltanto quattro mesi dopo si seppe che a sparare a Portella della Ginestra e a compiere gli attentati contro le sedi del PCI erano stati gli uomini del bandito separatista e filofascista Salvatore Giuliano, ex colonnello dell’ELVIS, l’esercito separatista siciliano.  Ma proprio chi scrive ha compiuto a College Park negli Stati Uniti, con l’aiuto di Michele Cereghino, una ricerca archivistica (apparsa  nel volume Come nasce la Re pubblica , Milano, Bompiani 2004) nei fondi del servizio spionistico americano, la CIA, da cui risulta-come  ha scritto Giuseppe Casarrubea nel suo lavoro del 1997 su Portella della Ginestra (Milano, Franco Angeli, 1997).

Ebbene da quella ricerca come da quelle citate dello storico siciliano emerge con chiarezza che a spa rare con la banda Giuliano sui monti che circondano Portella c’è “un esercito fantasma-ipotesi questa con fermata ulteriormente dalla lettura critica della sentenza di Viterbo compiuta da Angelo La Bella e Rosa Mecarolo- che ha al suo interno agenti americani della CIA e seguaci di Junio Valerio Borghese uniti temporaneamente nell’azione anticomunista di cui sono protagonisti i servizi segreti americani dell’Office of Strategic Service, più noti con l’acronimo OSS. E con maggior precisione, come risulta anche da un dossier successivo preparato da Giuseppe Casarrubea negli anni successivi,” I rapporti desecretati  dell’OSS e del CIC  (i servizi segreti statunitensi nella seconda guerra mondiale che provano l’esistenza di un patto scellerato in Sicilia tra la banda Giuliano ed elementi già nel fascismo di Salò(in primis, la Decima Mas di Junio Valerio Borghese e la rete eversiva del principe Pignatelli nel Mezzogiorno d’Italia) sono il risultato promossa e realizzata negli ultimi anni da Nicola Tranfaglia, dal ricercatore in dipendente Mario J. Cereghino e da chi scrive.”Ci sono  altri studiosi, come Francesco Petrotta e Francesco Ren da, che non sono d’accordo su questa ipotesi e ritengono che quella ufficiale elaborata nei primi anni del secondo dopoguerra sia ancora valida ma sul piano delle ricerche non ci sono state novità fino ad oggi.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE