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La Fifa e il calcio corrotto

 

A quanto pare, e mi dispiace doverlo dire con chiarezza, non c’è a livello internazionale, come a quello nazionale, campo delle attività umane e sociali in cui non ci siano individui o gruppi di individui che non pratichino la corruzione, non distribuiscano denaro e non riescano a cavar profitti illeciti da attività lecite e praticate con entusiasmo da migliaia o addirittura milioni di persone interessate. E’ quello che sta emergendo, qualcuno ha scritto come da un film di Martin Scorzese, dall’indagine del FBI sulla corruzione istituzionalizzata all’interno della FIFA, cioè la multinazionale che controlla il calcio e alcuni responsabili di società che si occupano di marketing sportivo  e diritti televisivi sulle partite.

Nel dicembre 2010 il congresso mondiale della FIFA assegna il mondiale del 2018 alla Russia e quello del 2022 al Qatar, con l’emirato del Golfo Persico che sconfigge proprio gli Stati Uniti, avversari fino alla votazione finale. Subito emergono accuse di corruzione, tangenti, pagamenti in nero a delegati della FIFA con diritto di voto e un ampio giro di regalie dirette o mascherate da compravendite di diritti televisivi, sponsorizzazioni, accordi per la gestione della vendita dei biglietti e degli alloggi in alcuni hotel piuttosto che in altri.

L’inchiesta nasce quando il capo della Federcalcio Lord Triesman denuncia al parlamento britannico mazzette e corruzione, al centro la figura di Jack Warner, ex capo Concacaf e boss del calcio centroamericano il cui pacchetto di voti è decisivo nelle votazioni che stamattina è stato arrestato. Warner avrebbe chiesto 4,5 milioni di dollari per votare Gran Bretagna-e la voce che circola nei corridoi di Zurigo è che gli inglesi, cornuti e mazziati, abbiano pagata davvero la cifra, ma poi ha votato e fatto votare diversamente. Fatto sta che Warner si dimette e l’anno dopo tocca a Mohammed bin Ham man, boss del calcio asiatico: ex alleati del padre padrone del calcio mondiale Sepp Blatter, i due gli si erano rivoltati contro nelle elezioni del 2011. Warner e altri delegati, soprattutto sudamericani e africani,avrebbero ricevuto pagamenti attraverso la Kemco, una finanziaria qatariota, e tramite la ISl, una compagnia svizzera cui la FIFA ha appaltato la copertura televisiva dei Mondiali di Calcio. E’ su Jack Warner che l’FBI apre la sua inchiesta che ha portato agli arresti di oggi. L’indagine del FBI si avvale delle dichiarazioni di due pentiti.

La prima è Phaedra Al Majid,una ex dipendente del comitato organizzatore di Qatar 2022 che prima denuncia anche pubblicamente la corruzione, poi ritratta, poi esce di nuovo allo scoperto  dicendo che è stata costretta a ritrattare per le minacce ricevute per lei e le sue figlie. Phaedra al Majid sarebbe uno dei supertestimoni dell’FBI. L’altro è un personaggio assurdo, si chiama Chuck Balzer ed è veramente il personaggio centrale di questo romanzo criminale del calcio mondiale. Dal nulla Blazer,un ex commesso di Brooklin, diventa vicepresidente della Federcalcio americana e membro dell’esecutivo della FIFA. Dopo una lunga inchiesta interna condotta da un noto avvocato di New York che viene insabbiata,si arriva all’indagine del FBI che accerta in maniera inequivocabile il malaffare che governa il calcio non solo in America ma a quanto pare dovunque e in Italia è giunta ad occuparsi anche della serie meno ricca dei campionati. C’è da chiedersi davvero a chi può interessare uno sport professionale che sembra riprodurre i vizi peggiori della società contemporanea. E c’ è da sperare che qualcuno voglia rispondere a simili angoscianti interrogativi.

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