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Il futuro della spending review

 

Un capitolo di cui ai media vicini (o troppo vicini) alle forze politiche è difficile parlare è quello relativo alla spending review (o revisione della spesa) affidata dal governo Letta al tecnico Cottarelli e affidato ora dal presidente del Consiglio Renzi al suo vecchio  collaboratore Gudgeld  che, appena arrivato al suo posto, ha ritenuto opportuno-e bene ha fatto-rendere pubblici i dossier accumulati finora nell’esperienza.

L’interrogativo iniziale più forte riguarda i finanziamenti nel mondo della politica:” Sono misteriosi e non accessibili molti dei flussi finanziari che rappresentano forme diverse di finanziamento del sistema della politica nel nostro Paese. ” In questo campo “, l’esigenza della trasparenza e della massima fruibilità dei dati rappresenta un obbiettivo da raggiungere.” Naturalmente alcune proposte su dati da acquisire sono state scartate da Cottarelli e rimaste sulla carta, altre invece  sono state adottate e utilizzate come base per l’azione legislativa (basta pensare alle scelta delle centrali di acquisto delle aziende pubbliche, alla riforma dell’utilizzo degli immobili pubblici, alla mobilità o alla razionalizzazione dei corpi di polizia di cui si sta ora discutendo nella delega concessa al governo per la futura riforma della pubblica amministrazione.

Secondo gli esperti, è possibile tagliare sui costi della politica seicento milioni di euro. “nel caso dei comuni-spiega il documento Cottarelli- l’adozione delle misure proposte comporterebbe risparmi dell’ordine di 255 milioni di euro all’anno (275 se venissero estesi anche alle ragioni a statuto speciale)di cui almeno 158 ottenibili in tempi rapidi. Dato che la spesa complessiva per i costi della politica per questo ente di governo è stimata intorno al miliardo e 140 milioni, ciò rappresenterebbe un risparmio a regime di circa il 22 per cento. Secondo il documento della squadra diretta da Cottarelli nel caso delle regioni “l’adozione delle proposte contenute in questo rapporto comporterebbe risparmi dell’ordine di 360 milioni di euro anni, di cui almeno 110 nell’immediato.” Quanto al finanziamento dei partiti, “le proposte di emendamento avrebbero comportato risparmi addizionali, rispetto a quanto previsto nello stesso decreto, di circa  65 milioni di euro nel prossimo triennio.”

Un altra proposta fatta dal rapporto Cottarelli riguarda lo stop al cumulo delle pensioni e delle retribuzioni a carico del contribuente. Altri possibili interventi riguardano la riduzione del venti per cento del numero degli assessori e consiglieri e l’eliminazione dell’identità di fine mandato dei sindaci, oltre al taglio  degli emolumenti. L’adozione delle proposte comporterebbe risparmi dell’ordine di 255 milioni di euro all’anno. In caso di eccedenza di personale, il Dipartimento della Funzione Pubblica potrebbe provvedere al suo colloca mento di ufficio presso le amministrazioni che presentino vacanze in organico. L’obbiettivo è superare il problema del licenziamento nelle pubbliche amministrazioni rappresentato dalla tendenza dei dirigenti a ricorrervi soltanto in casi eccezionali. L’azione potrebbe  concentrarsi sui farmaci e sui dispositivi medici con la costituzione di un Prontuario Nazionale  in modo da realizzare per questa via un notevole risparmio a livello nazionale.  “L’obbiettivo del 2016- ha dichiarato il nuovo commissario Yoram  Gudgeld-è tagliare di dieci miliardi la spesa pubblica. E di conseguenza poter pensare a una successiva riduzione delle tasse. ”  Gli obbiettivi sono, come sempre, ambiziosi . C’è da sperare che le probabilità di realizzarli crescano piuttosto che diminuire nei prossimi mesi.

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