Schultz: “La libertà di espressione e la comunità ebraica sono ancora sotto attacco”

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“Non conosciamo i motivi delle azioni compiute dal sospetto, ma sappiamo che ci sono forze che vogliono il male di Paesi come la Danimarca. Vogliono soggiogare la nostra libertà di espressione”. Le dichiarazioni di Helle Thorning-Schmidt, primo ministro danese, riassumono il risentimento di un paese ferito.
Sabato 14 febbraio le pareti del caffè Krudttønden hanno risuonato ai colpi di pistola di un attentato terroristico. Lars Vilks, 57 enne disegnatore svedese era tra i protagonisti di una conferenza sulla libertà d’espressione. Vilks vive accompagnato da una scorta dal 2007, anno in cui alcune sue vignette satiriche furono oggetto di scandalo per la aver rappresentato Maometto con le sembianze di un cane randagio. All’evento era presente anche François Zimeray, ambasciatore francese in Danimarca; entrambi sono usciti illesi dalla sparatoria. Nell’attentato è invece rimasto vittima Finn Norgaard, 55 enne regista danese, mentre tre poliziotti hanno riportato numerose ferite.
L’identikit del killer corrisponde a Omar Abdel Hamid El-Hussein, ragazzo di 22 anni cresciuto in Danimarca, ma di origini palestinesi. Riuscito in una prima fuga, El-Hussein è stato ucciso dalle forze dell’ordine al termine di un inseguimento durato diverse ore. Prima della cattura, l’uomo aveva trovato il tempo per aprire nuovamente il fuoco a Norrebro, nei pressi di una sinagoga, dove un guardiano della stessa ha tragicamente perso la vita.
L’Unione Europea ha espresso sin da subito il proprio sdegno. Il tweet di Martin Schulz condanna espressamente il terrorismo e qualsiasi forma di repressione: “La libertà di espressione e la comunità ebraica sono ancora sotto attacco. Questi attacchi vigliacchi sono contro i nostri valori fondamentali ma l’Europa non si piegherà al terrore. Difenderemo sempre la libertà. Tutti i nostri pensieri vanno alla Danimarca e alle famiglie delle vittime a Copenaghen”. La Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ) e la Federazione europea dei giornalisti (EFJ) si sono allineati nel rivendicare l’importanza del diritto alla parola e al libero pensiero.
In questo clima di lutto e indignazione, Articolo 21 accoglie l’appello lanciato dal quotidiano Liberation, “Vi er Danskere” (“Siamo tutti Danesi”) e ribadisce la propria solidarietà ai cittadini della Danimarca e il proprio impegno nella lotta e nella difesa della libertà d’espressione.