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Lampedusa, da morte certa a morte probabile. Intervista a Valerio Cataldi

 

Continuano gli sbarchi a Lampedusa e con essi le tragedie e le storie di tanti uomini, donne e bambini che si trovano a scegliere tra una “morte certa e una morte probabile”. Valerio Cataldi (nella foto), giornalista RAI, ci racconta la situazione sull’isola:

Al momento ci sono circa 70 superstiti, ospitati dal centro di accoglienza, che stanno aspettando di essere trasferiti e 29 corpi che attendono la sepoltura, come per il 3 ottobre, nei cimiteri dell’agrigentino che hanno dato disponibilità. Lampedusa si ritrova nuovamente al centro di un circuito perverso, si parla di quello che accade solo quando il mare restituisce dei corpi senza vita.
Dall’ottobre del 2013 non si vedevano episodi di questo tipo. In quel periodo c’era Mare Nostrum e per quella tragedia c’era stata l’attenzione da parte di tutti i leader europei. Ma da quel giorno ad oggi Lampedusa si chiede cosa sia successo nel frattempo anche perchè Mare Nostrum è stato interrotto. Siamo quindi di nuovo al punto di partenza.

Sbarchi continui anche in inverno. Ma da dove provengono i migranti?
Negli ultimi due anni c’è stato un aumento dei  “viaggi” anche a causa delle crisi internazionali come quelle della Siria e dell’Eritrea, dove c’è una dittatura feroce. Durante Mare Nostrum sono state soccorse 170mila persone e oltre il 70% erano siriani ed eritrei. Sono persone che non scelgono di partire, ma che sono costrette a farlo, non hanno alternativa nella propria terra. Tentano di avere un’esistenza normale, lontano dal loro Paese, pur sapendo di rischiare la vita. La scelta è tra morte certa e morte probabile… e loro scelgono la seconda.

Cosa è possibile fare concretamente?
Mare Nostrum è stato un inizio di apertura. La maggioranza delle persone che arrivano in Europa ottengono un visto umanitario e hanno quindi la possibilità di restare e chiedere asilo. La cosa assurda è che l’Europa gli vieta di chiederlo prima di superare i confini. La gente che sbarca a Lampedusa ne ha diritto e ottiene questo visto solo una volta arrivati in territorio europeo. Sarebbe però giusto concederlo prima che si mettano in viaggio rischiando la vita. Questo non significa che ci sarà un’invasione. L’invasione è nei paesi limitrofi ai luoghi di guerra: Turchia, Giordania, Libano, paesi che hanno quasi 8 milioni di rifugiati. In Italia abbiamo avuto nel 2014 circa 170 mila rifugiati di cui ne sono rimasti solo 50 mila nel nostro territorio. Sono numeri gestibili.

Si parla di circa 230 dispersi in mare?
Noi contiamo i superstiti. Loro hanno detto che sono partiti con tre gommoni, una media di 80/100 persone a bordo ed il calcolo è presto fatto. Ricordo che l’ammiraglio Foffi , coordinatore dell’operazione Mare Nostrum, quando ordinarono la chiusura dell’operazione disse: i morti li conti solo se li vedi.

* Fonte: Rivista San Francesco

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