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Marchons!

 

A Parigi due milioni di persone tra cui una cinquantina tra capi di stato e di governo erano in marcia contro il terrore. In molti si saranno chiesti chi era il signore con il cappello abbracciato a Hollande e a Netanyahu in prima fila. E’ Ibrahim Boubacar Keïta (IBK) presidente del Mali. Il Mali appartiene alla fascia del Sahel. E’ almeno dal 1972 che la sua storia è fatta di popolazioni che muoiono di fame e di profondi stenti. Qui il terrorismo (Boko Haram, Ansaru, al-Mulathamun) ha potuto così reclutare nel modo più facile e più semplice i suoi “seguaci”. Degli oltre 8mila militari francesi dispiegati all’estero, circa 3.500 sono impiegati nel Sahel così come concordato con risoluzione ONU. In Europa non se ne parla e gli Stati Uniti (assenti fisicamente in Africa dal 1990 dopo la Somalia) che supportano con strutture belliche e droni, tacciono. In occasione della storica marcia si è preferito imputare la presenza di IBK in onore dell’impiegato originario maliano che nel supermercato kasher molto ha contribuito alla salvezza degli ostaggi piuttosto di citare la realtà dei fatti che coinvolgono il mondo.

A proposito: anche l’Arabia Saudita ha condannato gli assassini terroristi, ma non sappiamo se prima o dopo l’aver inflitto le prime 50 frustate all’attivista Raif Badawi condannato, per essersi  espresso sul suo blog contro la religione, a dieci anni di carcere, al pagamento di una multa da quasi 226mila euro e a mille frustate, da infliggere per 50 settimane. Loro marciano in proprio.

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