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Governo Renzi (e nomina Franceschini), il bilancio di un anno

 

Un anno di grandi innovazioni, a livello legislativo, economico e organizzativo. Se di segno positivo o negativo è presto per dirlo.   Sul piano legislativo la novità più importante è quella del decreto legge,  entrato in vigore il 1 giugno,  relativo all’Art Bonus, grazie al quale sono detraibili il 65% delle donazioni che le singole persone o le imprese faranno in favore di musei, siti archeologici, archivi, biblioteche e teatri e fondazioni liriche.

Grandi le aspettative :  i risultati saranno valutati nel tempo.
Dal punto di vista organizzativo: il riordino degli orari e  l’abolizione delle molte gratuità per i musei statali. A cominciare da quella  per gli over 65. In compenso ogni prima domenica del mese è prevista la gratuità per tutti.  Il successo di pubblico è grande. Al punto che alcuni comuni, come quello di Torino, hanno accolto l’invito del Ministro ad associarsi anche con i musei cittadini.

La riforma più importante, comunque riguarda la riorganizzazione dei musei statali, oltre 400, circa un decimo di tutti i musei esistenti italiani. Che,  come è noto, a differenza delle altre realtà europee,  sono diffusi in tutto il territorio italiano.

Di questi i 20 maggiori : la Galleria Borghese di Roma; le Gallerie degli Uffizi e la Galleria dell’Accademia (con il David di Michelangelo) di Firenze; la Galleria Estense (Modena); la Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia); la Galleria Nazionale delle Marche (Urbino); la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; Gallerie dell’Accademia (Venezia); Gallerie Nazionali di Arte Antica (Roma)  ; il Museo Archeologico Nazionale (Napoli) il Museo Archeologico Nazionale (Reggio Calabria) ; Museo Archeologico Nazionale (Taranto); il Museo Nazionale del Bargello (Firenze); il Museo di Capodimonte (Napoli); il Palazzo Ducale di Mantova; il Palazzo Reale di Genova; il Parco Archeologico di Paestum; la Pinacoteca di Brera (Milano );  il Polo Reale di Torino e la Reggia di Caserta diventeranno autonomi, dal punto di vista gestionale e da quello economico. Ai primi di gennaio è stato varato il bando per il concorso internazionale per la nomina dei direttori.

Gli altri musei statali e sono molti, saranno aggregati in 17 poli regionali presieduti da altrettanti soprintendenti. E qui nascono le difficoltà. I musei, infatti, sono di natura diversa, a Venezia, ad esempio,  spaziano dal museo archeologico a quello di arte orientale, passando per la dimora patrizia di Palazzo Grimani e quella di Ca’ d’Oro; a Firenze il polo museale comprendeva 11 musei: di questi tre raggiungeranno l’autonomia, gli altri, fra cui il giardino di Boboli e le cappelle medicee,  approderanno al polo regionale, ma intanto  si corre il rischio che siano  smantellati i servizi ( restauro, manutenzione, stampa, pubblicità ecc. ) che erano unificati .  In dissenso con questa prospettiva, lo scorso settembre, si è dimessa la soprintendente Cristina Acidini.

A gennaio la riforma è diventata operativa, ma, al momento, regna una grande incertezza sia per quanto riguarda l’aspetto organizzativo che quello relativo al personale, a livello dirigenziale come del comune impiegato.
Quello che, invece, è certo è che la cultura rappresenta un valore economico di assoluto rilievo, in termini di introiti  e di   occupazione. Nel supplemento “La Lettura” de il “Corriere della Sera”, di domenica 11 gennaio,  si riportavano i dati relativi al comparto culturale ( imprese di vario tipo pubbliche, private e anche non-profit): un attivo di  80 miliardi di euro e un export pari  il 10,7 % di tutte le vendite all’estero. E in più si riportavano i grafici relativi al numero di imprese e a quello  degli  occupati , nelle diverse regioni italiane.
Ad esempio: in Lombardia le 84.495 imprese danno lavoro a 289.000 addetti; nel Lazio le 53.482 imprese a 160.000 addetti;  in Sicilia le 26.828 imprese a 60.000 addetti.

Da segnalare, infine, come fattore positivo, le alte quotazioni raggiunte , nel corso del 2014, da molti artisti italiani, in primis Fontana,  nelle aste internazionali. Vedremo se questo trend sarà confermato anche dalla prossima edizione di “Arte fiera”, in programma  questo fine settimana, come consuetudine , a Bologna.

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