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Roma: ccà pitale

 

Ovvero: la goccia che ha traboccato da quel vaso. Fino a qualche giorno fa ci avevano imposto -stante lo zibaldone che straripava dalle cisterne  video/cartaceo/web- di convergere tutta l’attenzione nazionale sulla panda rossa di Marino (tra quelli che non ci sono cascati ci siamo anche noi d’Articolo21 NdR). Alla “panda rossa” è, guarda caso,  immediatamente successa la “tanta ressa” per  (alè!) manna  fascista  in periferia occupata e degradata, sfociata naturalmente in “tanta rissa”. Nel contempo anche la metro C fece la sua parte quale tripudio di decennali abbuffate tra le tante tavole imbandite (da bandito) sui sette (peccati capitali) colli più il Campidoglio (senza le oche che pure quelle si sono magnate).

Roma mia, Roma città aperta, Roma non far la stupida…
Roma cosa nostra, Roma città squarciata, Roma non far la stupita…

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