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“Vivi li hanno presi, vivi li rivogliamo”

 

di Baruzzo-Ferrara*

Oltre 50 fra cittadini,  studenti e attivisti di associazioni davanti all’Ambasciata Messicana a Roma, dinanzi al consolato Messicano a Milano e in altre dieci città italiane hanno chiesto “verità e giustizia” per i 43 studenti di Ayotzinapa rapiti e scomparsi lo scorso 26 settembre a Iguala, in Messico.  Una mobilitazione internazionale, promossa in Italia da Libera e dalla Rete della Conoscenza, ha attraversato  il Paese.  Durante i sit-in la società civile italiana e messicana ha letto i nomi degli studenti scomparsi, per ricordarli tutti, ha acceso 43 candele e portato gli zaini vuoti, simbolo della mobilitazione. Nei cartelli e negli striscioni “l’urlo” che ha animato la protesta in queste settimane  Vivi li hanno presi e vivi li rivogliamo!” .  Una manifestazione, quella di oggi,  che chiede giustizia e verità per gli studenti rapiti e  anche per i 27.000 desaparecidos del Messico. Alla fine del sit-in a Roma, una delegazione di Libera guidata da Tonio Dell’Olio, responsabile di Libera Internationale è stata ricevuta dall’ Ambasciatore Messicano.  ”Chiediamo – ha dichiarato Tonio Dell’Olio, responsabile Libera Internazionale l’immediata creazione di una Commissione per la Verità e la Giustizia, una Commissione indipendente, assistita tecnicamente dall’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e i cui componenti vengano approvati dalle famiglie delle vittime. Verità e Giustizia non sono concetti teorici, e i lavori di una Commissione di questo tipo, così come la storia nel mondo ha dimostrato negli anni scorsi, rappresenta anche l’unica garanzia per l’immagine delle istituzioni messicane”.   Una guerra invisibile – quella che si sta consumando in questo Paese – come da anni denuncia la campagna internazionale di Libera, “Pace per il Messico – Mexico por la Paz”, di cui i 43 studenti di Ayotzinapa sono, purtroppo, soltanto l’ultima ferita aperta. Le violenze e le condanne continuano, gli ultimi arresti sono avvenuti lo scorso 20 novembre in Messico.

Per oltre due ore, nei diversi sit-in, gli studenti e le associazioni, in sintonia con i familiari dei desaparecidos in Messico, hanno dimostrato la loro solidarietà al popolo messicano. “Questo è solo uno dei passi che portano Libera accanto alla società civile messicana – spiegano da Libera Internazionale – che oggi ancora una volta in più ha trovato voce, braccia e gambe per lottare insieme”. Perché – come recita uno dei cartelli che oggi sono stati portati sotto l’ambasciata messicana a Roma ” In Messico oggi non può essere più pericoloso essere studente che narcotrafficante” . Nei giorni scorsi anche i familiari di vittime delle mafie in Italia hanno fatto sentire la loro voce in una lettera aperta indirizzata ai familiari messicani. “La violazione sistematica dei diritti umani in Messico non può proseguire sotto gli occhi del mondo che finora è stato silente – scrivono in un passaggio della lettera –  Indignarsi non basta più, è necessario agire, reagire. Dobbiamo levare le nostre voci tutti insieme ed usare il nostro potere collettivo per porre fine alla violenza ai del popolo messicano provocata dalla criminalità organizzata e dalla corruzione politica.

*Fonte. Libera Informazione

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