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Moby Prince, lettera aperta al presidente Renzi

 

Presidente Matteo Renzi, l’appello è rivolto a Lei, come persona che se vuole, può (e se può, come ci insegna Primo Levi, deve). Alle ore 22 del 10 aprile 1991 il traghetto “Moby Prince” salpa da Livorno alla volta di Olbia. A bordo tra passeggeri ed equipaggio ci sono 140 persone. Poco dopo la “Moby Prince” entra in collisione con una petroliera che trasporta greggio altamente infiammabile. E’ una strage, a parte un mozzo, muoiono tutti, di una morte orribile. I familiari, sono trascorsi ventitré anni, ancora chiedono verità e giustizia: due inchieste e due processi, in effetti, non sono bastati a chiarire cos’è accaduto. Angelo e Luchino Chessa, figli  del comandante della “Moby Prince”, non demordono. Qualcosa di anomalo quella sera è certamente accaduto.

La tesi ufficiale parla di nebbia, di una partita di calcio in televisione che avrebbe distratto l’equipaggio…ma come spiegare che il my day è lanciato alle 22 e 26 minuti, e il traghetto viene individuato solo alle 23 e 35? Un comandante della Guardia di finanza, racconta di aver visto in rada imbarcazioni che movimentavano armi, operazione vietata di notte e vicino a rotte commerciali. La testimonianza, consegnata e protocollata agli atti dell’inchiesta, inspiegabilmente sparisce dal fascicolo; e per quel che riguarda la nebbia: l’avvisatore marittimo, il pilota di porto, militari di vedetta unanimi dicono che la petroliera era perfettamente visibile, la serata chiara e limpida…

Dopo la collisione si registrano movimenti di altre imbarcazioni, si allontanano a grande velocità: chi erano quelle navi? Perché si trovavano lì? Perché fuggono senza prestare soccorso? Il processo si conclude due anni dopo la tragedia, con una assoluzione generale perché «il fatto non sussiste». La sentenza in appello è parzialmente riformata: gli eventuali reati sono prescritti. Una quantità di interrogazioni parlamentari, presentate da parlamentari delle varie organizzazioni di sinistra e radicali sono restate senza risposta…Resta il mistero, per questo i familiari chiedono la desecretazione di tutti gli atti. Potrebbe essere un passo decisivo per l’accertamento dei fatti, della verità. Presidente Renzi, se vuole, può. Se può, deve…

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