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Articolo 18, muro maestro da rafforzare

 

Inutile toccare un muro maestro, se è già prevista la ristrutturazione dell’intero edificio: è la risposta di Renzi a chi chiede di abrogare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Abbiamo così appreso che il Governo non intende limitarsi ad intaccare la tutela contro i licenziamenti arbitrari, fondata sull’articolo 18, ma ha in programma una generale revisione, in senso restrittivo, dei diritti dei lavoratori. Dal momento che l’articolo 18 ha lo scopo di consentire al lavoratore la difesa dei suoi diritti senza dover temere un licenziamento ingiustificato, è chiaro che l’indebolimento dei diritti fa venir meno la ragione d’essere dell’articolo 18.

I valori minacciati sono la libertà di manifestazione del pensiero nei luoghi di lavoro, il giusto processo in sede disciplinare, la salute, la professionalità, il divieto delle discriminazioni, la libertà sindacale e molto altro ancora.
Sono diritti affermati anche dai trattati europei che l’Italia si è impegnata a rispettare.
Il previsto ricorso ad una legge delega per consentire al Governo di ridurre il ruolo del Parlamento in questa materia, accresce le preoccupazioni di chi ha a cuore la democrazia.
L’indebolimento dei diritti dei lavoratori comporta la possibilità che essi siano indotti a seguire le indicazioni padronali anche nelle scelte politiche.
Occorre invece potenziare la giustizia del lavoro affinché funzioni rapidamente nell’interesse non solo dei lavoratori, ma anche degli imprenditori che gestiscono correttamente le loro aziende e sono danneggiati dalla concorrenza sleale di chi sfrutta la mano d’opera eludendo le leggi.

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