Sei qui:  / Articoli / Culture / Per Rossella, per tutte le vittime delle mafie. Sosteniamo “Ultimo domicilio sconosciuto”

Per Rossella, per tutte le vittime delle mafie. Sosteniamo “Ultimo domicilio sconosciuto”

 

“La libertà ha un prezzo, e questo prezzo è più alto per le donne, che per realizzare i propri desideri spesso sono costrette a scelte dolorose: i figli o la famiglia, il lavoro o l’amore, l’indipendenza o la “reputazione”. Ci sono luoghi e culture dove la scelta ha un prezzo insostenibile, sono le terre di mafia.” Due amiche, Giusi Salis (scrittrice)  e Fiamma Negri (attrice e autrice),  si mettono in testa di realizzare uno spettacolo sulle donne e sulla  mafia, durante il loro lavoro vengono a conoscenza, grazie a Francesca Cisieri di Libera-Firenze,  della storia di una ragazza fiorentina uccisa dall’ndrangheta nel 1981. Questa ragazza si chiamava Rossella Casini, Giusi e Fiamma decidono d’ispirarsi alla sua vicenda per realizzare uno spettacolo chiamato “Ultimo domicilio sconosciuto” e chiamano la protagonista Lea in omaggio a Lea Garofalo, altra giovane donna vittima dell’ndrangheta.

La vita di Rossella Casini è stata risucchiata da uno dei tanti buchi neri che hanno ferito e continuano a ferire il nostro paese,  recuperare le testimonianze che la riguardano appare un’impresa difficilissima. Giusi e Fiamma non si arrendono, vogliono conoscere quanti più dettagli possibili riguardo la vita di questa giovane donna fiorentina, insieme a Emanuela Gasbarroni (giornalista e documentarista) si mettono sulle tracce di Rossella e realizzano per repubblica.it una web serie chiamata Verso il domicilio sconosciuto.  Lo scorso 17 Marzo, nell’ambito delle iniziative alla “XIX Giornata della memoria  e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia” Ultimo domicilio sconosciuto è stato ospitato sul palco del Saloncino del Teatro La Pergola di Firenze, Rai3Radio ne ha realizzato un PodCast con estratti dello spettacolo e interviste che è possibile ascoltare qui.

La sua storia di Rossella Casini è rimasta nell’oblio per molto tempo, solo nel giugno scorso è stato ritrovato il suo volto grazie alla caparbietà di Andrea Bigalli, coordinatore di Libera-Toscana, e di Francesca Chirico, giornalista calabrese la quale ha inserito questa vicenda nel suo libro “Io parlo. Donne ribelli in terra di ‘ndragheta”. 

Giusi e Fiamma dicono di aver ritrovato una storia lontana nel tempo, dimenticata, una storia mai raccontata e ce la presentano con leggerezza, ironia e rara sensibilità. Sono riuscite a parlare di un tema difficile senza scadere nel vittimismo, Rossella Casini si era ribellata all’omertà mafiosa perché per lei era naturale stare dalla parte della giustizia, dalla parte del bene.  Si può uccidere la vita, la memoria , per quanto possa essere ferita,  ha sempre la possibilità di riemergere e insegnare. E’ doveroso sostenere il ricordo per rinnovare o acquisire consapevolezza, per  condividere, far conoscere e scegliere, anche nel nostro piccolo, da che parte stare. Ultimo domicilio sconosciuto , come ogni spettacolo, come qualsiasi tipo di lavoro, ha un costo in termini di risorse umane e d’impianti scenici, per questa ragione Giusi e Fiamma, insieme ai ragazzi de Le Discipline 2.0, hanno avviato un progetto di crowdfunding:  “Ci serve il vostro aiuto perché i professionisti che si dedicano al teatro civile e che collaborano con noi vivono di questo lavoro e non è giusto e possibile chiedergli di farlo sempre senza compenso. Il loro lavoro di ricerca e di messa in scena non finisce mai e noi vogliamo diffondere la cultura della legalità attraverso le emozioni, perché  c’è bisogno di emozioni per cambiare”.

Questo è l’indirizzo per supportare il progetto: http://it.ulule.com/ultimo-domicilio/
Sostenere questo spettacolo è un modo di dire no alle mafie, è un modo per rendere giustizia al sacrificio di  Rossella.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE