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Una libreria antiquaria sconfigge Hezbollah

 

L’incendio della libreria del prete ortodosso Ibrahim Srouj voleva creare una rottura tra cristiani e sunniti: ma la società civile ha sconfitto il disegno.

All’inizio di quest’anno è successo qualcosa di strano a Tripoli, in Libano: un prete ortodosso dedito al dialogo inter religioso, Ibrahim Srouj, ha mandato il manoscritto del suo nuovo libro al suo editore, un sunnita di tendenze salafite, anche lui di Tripoli. Il manoscritto arriva a destinazione, ma qualcuno vi ha inserito anche un pamphlet di insulti tutti rivolti al profeta dell’Islam, Maometto. Di lì a breve intanto la sorveglianza nel centro di Tripoli, teatro di feroci scontri tra filo e anti Assad da mesi, si dirada sorprendentemente e la libreria antiquaria di padre Srouj viene data alle fiamme.

Se questi sono i fatti, è chiaro che per molte persone avvedute il disegno criminale fosse evidente: nel momento di massimo attrito tra sunniti e sciiti, i khomeinisti di Hezbollah, protagonisti della pulizia etnica in Siria a danno della popolazione sunnita, volevano creare le condizioni perché l’isolamento dei sunniti si completasse, mettendoli contro la comunità cristiana e presentarla come la fotocopia del telebani anche nella cosmopolita Tripoli.

La notizia più bella e importante è questa: la campagna per raccogliere 35mila dollari, necessari a restaurare la libreria antiquaria devastata, ha già fatto centro. Anzi, i collaboratori del religioso ortodosso assicurano che in neanche un mese sono stati raccolti più fondi del minimo richiesto, quasi tutti reperiti con un porta a porta, a Tripoli.

Una bellissima notizia che stranamente pochi riprendono, mentre la notizia del “rogo islamico” della biblioteca di padre Srouj ebbe grande risalto. Strano…

Da ilmondodiannibale.it

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