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Giangiacomo Ladisa legge Arthur Rimbaud. Dal 29 gennaio al 9 febbraio 2014

 

Mercoledì 29 gennaio 2014 alle ore 21 ha debuttato al Teatro Tordinona di Roma (Via degli Acquasparta,16) “Giangiacomo Ladisa legge Arthur Rimbaud”.
Traduzione di Dario Bellezza. Musiche composte ed eseguite dal vivo da Luca di Piramo (chitarra) e Daniele Fuligni (tastiere)
                                                                              

 Giangiacomo Ladisa, attore eclettico nel nostro panorama teatrale ha affrontato nella sua carriera, sia testi ed autori di culto della drammaturgia contemporanea ,sia classici  più noti della letteratura teatrale. Ora incontra Arthur Rimbaud, il Poeta maledetto e romantico che rivoluzionò la poesia con capolavori come: Cuore di buffone, Il battello ebbro o L’eternità. Nell’arco di un’ora potremo ascoltare dalla voce esperta di Giangiacomo Ladisa una sua colta ed intelligente selezione di poesie e brani  fra i più significativi e conosciuti di Arthur Rimbaud.     La formazione sperimentale di Giangiacomo Ladisa s’intona con lo stile del poeta francese trasgressivo e visionario: il percorso poetico di Rimbaud viene affrontato dall’ inizio fino alle prose poetiche dell’ultimo periodo che compongono la raccolta Illuminazioni.   Ladisa non è nuovo alle letture poetiche ma è la prima volta che ne dedica una ad un solo autore e la scelta di Rimbaud non è casuale.

Jean – Nicolas – Arthur Rimbaud nasce a Charleville in Francia il 20 ottobre 1854. Nel 1871 scrive il battello ebbro. Conosce a Parigi il poeta Paul Verlaine suo amante e mentore. Nel 1873 il rapporto tra i due poeti entra in crisi: Verlaine spara a Rimbaud. Rimbaud scrive le illuminazioni e ne consegna il manoscritto a Verlaine che lo pubblicherà qualche anno dopo. Viaggia e vive tra Cipro, Aden, e Harar e compone raramente. il 10 novembre 1891 muore all’ospedale dell’ Immacolata Concezione di Marsiglia.

Giangiacomo Ladisa nasce a Bari nel 1968. Terminato l’apprendistato con Antonio Pierfederici, Gianni Diotajiuti e Marcello Bertini debutta al festival di  Caserta con “quelli che vanno soli – 1938” di Giuseppe Sollazzo.   Affronta testi ed autori di culto della drammaturgia contemporanea quali Koltes, Albee, Schaffer, Ginzburg, Nicolaj, Gaber e i classici come Pirandello, Checov, Marlowe, De Amicis, Schnitzler, sotto la direzione di registi tra i piu’ importanti e originali quali: Quartucci, Manfrè, Pacini, Reim, Gregoretti e Scorsese. Ha scritto  il corto teatrale dietro le quinte (premio contrari al lungo) il monologo la vita in fumo, i racconti della raccolta legami e liriche delle raccolte quasi come un diario, l’amore vincitore noi per un mondo nuovo…  ed altre opere.  Dirige dal 1999 a Roma la compagnia teatrale Nuovo Melograno. E’ uscito di recente il libro intervista di Maurizio Gregorini sui suoi vent’anni di teatro con gli occhi celesti  ed e’ di prossima uscita nelle sale il suo Film Peace Love & Freedom.

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