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Di Firenze e di forconi

 

Due anni fa a Firenze, in piazza Dalmazia, venivano uccisi due uomini. Si chiamavano Samb Modou e Diop Mor, furono uccisi per mano di Gianluca Casseri, neo fascista vicino agli ambienti di Casa Pound che ferì altri uomini (uno di loro riporterà per sempre gravi danni causate dai colpi di arma da fuoco) e poi si diresse nella zona del mercato di San Lorenzo, continuò a sparare e poi si tolse la vita.
In questi giorni a Firenze, come in molte città d’Italia, si stanno tenendo alcune manifestazioni del Movimento per la Rivoluzione del 9 Dicembre, il cosiddetto “movimento dei Forconi”, c’è chi dice che dietro questo movimento ci siano esponenti dell’estrema destra, amici torinesi hanno riportato nelle loro testimonianze episodi di minacce e di devastazioni, anche in altre zone ci sono state intimidazioni, ma a Firenze non è avvenuto tutto questo.
Ieri dopo il corteo i manifestanti avevano organizzato un presidio in una zona della Fortezza da Basso, sono andata a parlare con loro. C’erano persone di svariate età, uomini, donne, studenti, lavoratori autonomi e non. Persone che si dicono stanche della classe politica italiana che ha portato allo sfacelo il paese. Fra le loro rivendicazioni c’è il ritorno ad una sovranità monetaria slegata dall’Unione Europea che vivono come una dittatura imposta dagli interessi delle banche. La loro volontà è quella di far risvegliare il popolo italiano e cacciare via tutti i politici che risiedono in parlamento. Quando ho chiesto loro cosa potrebbe succedere una volta fossero riusciti a cacciare fuori questi politici mi è stato risposto: “Intanto li mandiamo via, poi vediamo”. Sono cittadini questi che si riconoscono sotto un’unica bandiera: il tricolore. Persone esasperate, piccoli artigiani a cui lo stato chiede esose tasse ancor prima che questi riescano ad avere un guadagno effettivo, studenti che non riescono ad intravedere alcun futuro lavorativo all’orizzonte. Quando ho domandato se fossero appartenenti a qualche partito o movimento mi hanno detto che ognuno di loro proveniva da aree differenti e che già in passato avevano partecipato alla vita politica del paese. Ho chiesto se avessero avuto intenzione di andare a Roma mi hanno risposto che non sapevano nulla e che quella non era la loro intenzione, a loro interessa risvegliare Firenze. Eppure uno dei leader nazionali del movimento, Danilo Calvani, mercoledì a Genova ha invitato tutti ad andare a Roma e ha anche detto, a chi non poteva spendere i soldi per il biglietto del treno, di non preoccuparsi perché ci avrebbero pensato “loro”. Mi chiedo chi siano i “loro” nominati da Calvani e da dove provenga il loro denaro e mi chiedo da chi siano state mandate le persone di origine siciliana che nei giorni precedenti al 9 dicembre, in un quartiere nord di Torino, hanno minacciato tutti i commercianti della zona. Mi chiedo anche il perché tali manifestazioni siano avvenute all’indomani della decadenza di Berlusconi da senatore e quali siano le collusioni fra i “Forconi” siciliani e la mafia.

L’Italia è governata da forze politiche elette dai cittadini seppur con una pessima legge elettorale (riconosciuta dalla Consulta dopo anni “incostituzionale). Nella nostra nazione i maggiori contribuenti sono i lavoratori dipendenti e siamo uno dei paesi al mondo con il più alto tasso di evasione fiscale. A cosa può portare una rivolta popolare, come quella iniziata ufficialmente lo scorso 9 Dicembre, se a questa non è accompagnata una rivoluzione nella mentalità degli italiani basata sull’equità e il rispetto di tutti? Calvani ha detto che una volta fatti cadere tutti gli elementi della politica si dovrà instaurare un governo temporaneo gestito da una figura militare di riferimento, non è dittatura questa? La storia sembra tristemente ripersi, i treni gratis per Roma, il malcontento dei cittadini sfruttato da chi ha probabilmente mire molto diverse da quelle del benessere di tutti gli abitanti del paese e in mezzo a tutto questo c’è un ritorno al nazionalismo. Non dimentichiamo che una buona parte del nostro Pil è prodotta dal lavoro dei migranti, non dimentichiamo i morti di piazza Dalmazia e le avvisaglie di un ritorno ad un passato nero, il razzismo perpetuato da una parte delle Lega e dai movimenti di estrema destra. Lo Stato non dovrebbe sottovalutare questi segnali e dovrebbe rendersi conto delle tante rivendicazioni dei cittadini stanchi che si appoggiano ai vari movimenti perché hanno perso totalmente la fiducia nella politica istituzionale. Credo nella buona fede delle persone che ho incontrato ieri, il loro grido è più che legittimo, ma temo chi potrebbe approfittare di questa rabbia e temo i lati oscuri intorno a questo movimento. Lo Stato deve agire, è da troppo tempo che i politici si dimostrano lontani dalla realtà di chi cerca di sbancare il lunario, ma anche noi cittadini dobbiamo responsabilizzarci, non accettare alcun tipo di violenza, rifiutare ogni rigurgito razzista e di estremo nazionalismo. Le dittature sono spesso iniziate sull’onda del malcontento generale, dobbiamo pensare a questo e al sangue versato in Piazza Dalmazia se tutti vogliamo davvero un’Italia migliore.

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