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L’UE nelle mani delle mafie?

 

di Piero Innocenti

La relazione redatta dalla Commissione (speciale) UE (presidente l’italiana Sonia Alfano) sulla criminalità organizzata, la corruzione, il riciclaggio, presentata il 26 settembre c.a., è, attualmente, all’esame del Parlamento europeo. Sul contenuto di questo corposo documento le considerazioni, in gran parte negative, possono essere, riassuntivamente, ricondotte al vecchio detto “molto fumo e poco arrosto”, senza per questo voler denigrare nessuno. Dico questo, in realtà, con molta tristezza e qualche preoccupazione. Quanto al primo, consolidato stato d’animo, esso discende dagli anni (tanti) trascorsi leggendo vari piani strategici contro la delinquenza che si sono rivelati, con il passar del tempo, solo buone intenzioni cartacee o poco più. Quanto alla preoccupazione ( già, peraltro, attestata su livelli alti, valutando, negli ultimi due anni, i profitti -stimati- della c.o. italiana, i mancati introiti nelle casse dello Stato per l’evasione fiscale ecc…) è aumentata esponenzialmente dopo la lettura dei dati citati nella relazione suddetta.

Provo ad elencarli, perché il quadro generale è davvero drammatico ed i lettori, dalla semplice elencazione, potranno farsi la loro opinione. Partiamo dai 670 miliardi di euro (avete letto bene, 670 miliardi) che rappresenterebbero il costo annuo per le imprese dovuto all’impatto della c.o. “..sull’economia europea e mondiale, con ripercussioni significative sulle entrate fiscali degli Stati membri e dell’Unione nel suo insieme…”. A questa montagna di denaro ( quasi un terzo dell’attuale debito pubblico italiano) dobbiamo aggiungere i 25 miliardi di euro quale profitto della criminalità collegata alla tratta degli esseri umani (“..fenomeno criminale che interessa tutti i paesi dell’UE..”), i 18 ( o 26 ) miliardi di euro provenienti dai traffici di specie selvatiche e loro organi (“..l’UE è il principale mercato di destinazione a livello mondiale..”), i 10 miliardi di perdita erariale per il contrabbando di sigarette, i 3 miliardi che incidono sulla salute pubblica, per i medicinali contraffatti che arrivano dalla Cina e dall’India. Ma non è tutto.

Ci sono, poi, 100 miliardi di euro per mancati introiti comunitari per le frodi dell’Iva ( in questo siamo maestri!), i 290 miliardi per i danni economici e sociali causati dalla criminalità informatica, i 120 miliardi per la corruzione (“..almeno 20 milioni di casi di piccola corruzione nei settori pubblici dell’Unione…”, anche in questo ambito non siamo secondi a nessuno!) e, dulcis in fundo, il denaro riciclato, non quantificato, perché spropositato, che si attesterebbe intorno al 2,7% del Pil globale. Tutto questo mentre nel nostro paese, in queste ore, alcuni ministri sono alla ricerca, affannosa (almeno apparentemente) di poco più di 2 miliardi di euro per non far pagare la mal-nota seconda rata Imu. In questa situazione di forte condizionamento-inquinamento da parte della criminalità, quali possibilità reali ha l’Unione europea di sopravvivere?

Da liberainformazione.org

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