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I “numeri” del carcere e i costi della mala-giustizia

 

Cominciamo con il dare i “numeri”, le cifre. Il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri in una sede ufficiale, istituzionale, la Commissione Giustizia della Camera comunica che sono 64.564 i detenuti che vivono stipati nelle 205 carceri italiane, la cui capienza massima è, tecnicamente, di 47.599 posti, di fatto; dice poi che i posti effettivamente disponibili nelle carceri italiane sono inferiori di 4.500 unità, rispetto a quelli finora resi noti dallo stesso ministero, che quelli effettivamente disponibili sono 43.099. Dice in buona sostanza, che i predecessori ci hanno preso in giro perche’ nelle carceri italiane la situazione e’ di gran lunga peggiore di quello che ci davano a intendere.  Nel rapporto posti disponibili-posti occupati ci sono 21.465 persone in più. Da inizio anno i morti per suicidio in cella sono già oltre 40 I casi di proteste, risse e infezioni dovute alle scarse condizioni igieniche, si susseguono a ritmo quotidiano. Su un totale di 38.625 detenuti condannati, 9.598 hanno una pena residua inferiore ad un anno, 7.735 tra uno e 2 anni, e 5.689 da 2 a 3 anni, complessivamente sono, quindi, 23.022 quelli che devono scontare una pena residua inferiore ai tre anni.    Sandro Gozi, vice Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa con delega alle carceri, definisce  «L’Italia delinquente abituale, basti guardare le ripetute condanne ricevute per le stesse problematiche, in primis sovraffollamento delle carceri e lentezza dei processi. Su 47 Paesi del Consiglio d’Europa, noi “produciamo” l’11 per cento delle condanne corte, dietro solamente a Russia (22 per cento), e Turchia (13 per cento)».     I costi di questa realtà sono altissimi: solo per la lentezza dei processi, infatti, dobbiamo alla Corte ancora 500 milioni di euro. Inoltre, se entro maggio 2014 non risolveremo l’emergenza carceri, la ripresa dei processi contro l’Italia ci costerà altre centinaia di milioni di euro, «avremo da pagare 100mila euro ogni 7 detenuti che fanno ricorso, ossia ogni anno dovremo pagare multe per 60-70 milioni». Pagheranno tutti i contribuenti italiani, obbligati a pagare per l’illegalità dello Stato. Non solo: il pessimo funzionamento della giustizia italiana è “un grosso ostacolo che allontana gli investitori stranieri dall’Italia”, e che si tratta di una questione “sempre più avvertita dalle imprese, non solo per il carico economico che devono sopportare, ma soprattutto perché il cattivo funzionamento  della giustizia costituisce Un grosso ostacolo che “allontana gli investitori dal nostro paese”. E’ o no una questione che dovrebbe essere oggetto di dibattito, riflessione, confronto e scontro, conoscenza e consapevolezza comune, sul che fare, come fare, e perche’ non si fa? E invece niente come se la cosa non riguardasse tutti noi, come se fosse una situazione “normale”. Ma e’ normale quello che accade?

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