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11 ottobre, giornata internazionale delle bambine

 

Una principessa di fantasia contro le discriminazioni di genere: “C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?”

L’11 ottobre è il giorno scelto dall’Unicef e le altre agenzie Onu per sottolineare le sfide che le ragazze devono affrontare per promuovere il loro empowerment delle donne e la realizzazione dei loro diritti umani. In Italia, per l’occasione la casa editrice Settenove pubblica”C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?”, divertente provocazione per ragazzi di Raquel Díaz Reguera.

Arrivato alla terza edizione in Spagna e già noto nella versione originale in alcune sedi italiane di Nati per leggere, il libro arriva in lingua italiana per i tipi di Settenove, neonata casa editrice marchigiana dedicata alla prevenzione della discriminazione e violenza di genere attraverso i libri per ragazzi con l’obiettivo di rompere gli stereotipi di genere e dare visibilità ai modelli positivi di collaborazione familiare.

Il progetto Settenove si pone nella prospettiva delle più importanti convenzioni internazionali sul tema della violenza di genere (Convenzione Cedaw, 1979 e Conv. Di Istambul, 2010) che riconoscono la pericolosità degli stereotipi di genere e individuano in essi i germi della prevaricazione e della violenza. La favola della Reguera è un racconto illustrato con più livelli di lettura, particolarmente indicato per bambini e bambine dai cinque anni in su per riflettere su uguaglianza, stereotipi e pari opportunità.

La versione originale del libro, edita dalla catalana Thule (Que hay mas aburrido que ser una princesa rosa) è stata scelta come strumento di lavoro dalla Piattaforma dell’infanzia del Governo spagnolo per lavorare nelle scuole, con i bambini e le bambine delle elementari, sulla percezione individuale della discriminazione di genere. Il libro è stato utilizzato per analizzare la differenza che esiste nei bambini e nelle bambine, già in tenera età, nella percezione individuale dei propri diritti di libertà e indipendenza.

da giuliagiornaliste.it

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