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Venezia, minacce di morte a consigliera con delega ai diritti civili. Flavio Romani (arcigay): “clima d’odio fomentato dalla politica. Tutta la Nostra solidarieta’ a Camilla Seibezzi”

 

*Bologna, 1 settembre 2013* – “Le minacce di morte indirizzate alla consigliera del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi, sono l’inaccettabile esito di un clima d’odio fomentato apertamente dalla politica”: Flavio Romani, presidente di Arcigay, interviene duramente nel dibattito in corso in questi giorni nel Comune di Venezia, dove la consigliera Seibezzi, neodelegata ai diritti civili è destinataria di attacchi violentissimi per aver adeguato la modulistica comunale, sostituendo i termini “madre” e “padre” con la parola “genitore”. “Quello di Camilla Seibezzi è un provvedimento maturo, progressista, che ragiona sull’inclusione sociale e che sarebbe auspicabile, se non addirittura doveroso,  in tutte le amministrazioni locali. Invece è bastata questa innovazione a scatenare un dibattito dai toni impressionanti, con un assessore provinciale (Raffaele Speranzon,  già noto per aver proposto la censura dei titoli “sconvenienti” dalle biblioteche pubbliche del suo territorio) che addirittura, parlando dei figli delle coppie omosessuali, li assimila ad “organismi geneticamente modificati”. Un razzismo dell’infanzia che nemmeno il nazifascismo aveva avuto il coraggio di formalizzare in maniera così esplicita. I politici come Speranzon – prosegue Romani – portano la responsabilità piena del clima d’odio in cui galleggia questo Paese. Assieme a Speranzon e a quelli che lo sostengono dovrebbero vergognarsi tutti i politici, dalle più alte cariche dello Stato fino a chi siede accanto allo sciagurato assessore, che lasciano passare queste parole nel silenzio, senza indignarsi e pretendere le dimissioni di questi personaggi, indegni della storia democratica di questo Paese. Si tengano a mente questi episodi – dice ancora Romani – quando alla Camera, nella discussione della legge contro l’omotransfobia, si tenteranno assurdi salvacondotti a tutela di queste “opinioni”: abbiano chiaro in mente, deputati e senatori, la legittimità che andranno a conferire a queste inaccettabili prese di posizione e ricordino gli esiti violenti di cui oggi la stampa ci informa. Alla consigliera Seibezzi – conclude Romani – trasmettiamo la nostra stima, il nostro sostegno e la nostra solidarietà”.

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